Caso Daisy, parla Santanchè (FdI): “Pd ha offeso gli italiani, vere vittime di razzismo”

Interviste

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Daisy Osakue, l’atleta italiana ferita a un occhio dopo il lancio di uova a Moncalieri, nel Torinese non è stata colpita per finalità razziste. Sono stati individuati gli aggressori, tre ragazzotti che avrebbero agito secondo gli inquirenti per fare una bravata, per puro divertimento. Sono stati denunciati e uno di loro pare sia figlio di un consigliere comunale del Pd che avrebbe guidato l’auto, intestata al padre, da cui sarebbe stato lanciato l’uovo che ha colpito l’atleta all’occhio. E sui social impazza l’hastag #pdchiediscusa. Lo Speciale ha chiesto un commento alla parlamentare di Fratelli d’Italia Daniela Santanché.

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Anche lei si associa a chi invita il Pd a chiedere scusa per aver creato un’emergenza che non c’è?

Mi sembra inevitabile. Per giorni ci hanno raccontato un’Italia razzista e xenofoba dove agli immigrati era quasi impedito di poter circolare liberamente. Ora si scopre che, il gesto vergognoso e che io ho subito condannato contro Daisy Osakue, non c’entra niente con il razzismo, ma è opera di tre ragazzi che hanno preso di mira quella poveretta per divertirsi, non sapendo come occupare il loro tempo. Uno di questi poi sarebbe anche figlio di un consigliere del Pd. E allora? Di cosa stiamo parlando?”.

Per altro c’è chi fa notare come da ieri i media non parlino più di questo caso: smentita la matrice razzista, la colpa è adesso dell’uovo visto che gli autori del gesto non c’entrano nemmeno nulla con la Lega ma addirittura sono figli dell’ambiente politically correct?

“Certo, ma questo è normale. I razzisti sono sempre gli altri. La narrazione dei fatti è sempre e solo a senso unico. Poi quando si scopre che questa è falsa, ci si mette il coperchio sopra e si fa finta che non sia accaduto nulla. Salvo poi domani riprendere tutto daccapo magari strumentalizzando qualche altra vicenda. Pensa che questo sia servito di lezione? Non ci speri“.

La comunicazione anti-razzista alla fine si è rivoltata contro chi l’ha promossa e amplificata?

“Mi sembra ovvio e se questo è avvenuto credo sia il caso che nel Pd si interroghino seriamente sul perché si è finiti così. Si facciano una domanda e si diano una risposta”.

Anche secondo lei il razzismo in questo caso ha fatto rima con pregiudizio? Perché non è forse un pregiudizio voler etichettare di razzismo ciò che non è tale?

“Il vero razzismo che c’è in Italia è contro gli italiani. Parlerei di una forma di razzismo al rovescio. Siamo noi quelli che dobbiamo subire in silenzio, e se ci permettiamo di alzare la testa e protestare perché non ne possiamo più, veniamo tacciati di essere intolleranti da questi signori sempre pronti a puntare il dito contro gli altri. Evidentemente perdere voti non gli ha ancora fatto capire che la gente è stanca. Gli italiani hanno capito che l’intolleranza è verso i cittadini di questo Paese”.

E al padre di Daisy che ha annunciato di voler lasciare l’Italia in quanto paese razzista e che pare avere dei precedenti penali, cosa rispondere?

“Che se vuole andare via si accomodi pure. Ce ne faremo una ragione e certamente non ne sentiremo la mancanza. Poi certo, fa davvero ridere che in Italia sia dia voce a tutti, senza neanche andare a guardare se certe persone abbiano titolo o meno per dare certi giudizi.  Anche questo in fondo è razzismo”. 

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