Sulle Grandi Opere prima crepa giallo-verde: si son “rotte le infrastrutture”

Politica

Governo giallo-verde alla vera prova, il nodo infrastrutture e grandi opere che sta evidenziando la vera grande crepa he esiste trai 5 Stelle e la Lega.

Loro rassicurano che una soluzione si troverà, ma tra Salvini e Di Maio la vera differenza è proprio qui: uno di centrodestra puro, il primo (aperto all’imprenditoria prima di tutto). L’altro ex sessantottino come ama definirlo Berlusconi. Rimane in mezzo, inatteso, il dossier grandi opere e Ilva con le distanze tra leghisti e pentastellati che si fanno sempre più abissali.

Come per le altre volta, va trovato un accordo intelligente “per andare avanti e non tornare indietro” come dice l’ala “progressista” rappresentata in questo caso dai verdi. Le infrastrutture moderne e di acciaio per le imprese non sono un’opinione, ma devono diventare realtà, pena lo Stato che resta indietro e vecchio.

Le precisazioni di Salvini arrivano al termine di una giornata che ha visto il leader M5S e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ribadire la linea del Movimento sulle grandi opere. Ma non è tutto perso. Si intravedono segnali di apertura.

Tuttavia i 5Stelle vogliono dettare la linea: “Noi non abbiamo come 5 Stelle un pregiudizio sulle grandi opere. Ci sono soldi che si spendono per fare opere e opere che si fanno per spendere soldi. In un paese in cui, quando i cittadini si muovono nelle periferie del nord e del sud, non hanno gli autobus, non hanno le metropolitane, non hanno neanche le strade a volte, dire che dobbiamo spendere 10 miliardi per andare da Torino a Lione, quando non riusciamo ad andare da casa nostra a scuola di nostro figlio, secondo me è uno spreco”, ha detto il vicepremier grillino.

La risposta è stata data dal sottosegretario ai Trasporti Armando Siri, che ai microfoni del Tg1, cge ha ribadito la linea (o la curva?) della Lega: “La politica è l’arte delle intese. Ne stiamo discutendo, non credo ci siano pregiudizi da parte del M5S. E’ giusto occuparsi delle zone del nostro paese dove mancano ferrovie e strade ma questo non è da contrapporre al ruolo che l’Italia deve avere nelle grandi opere”.

E rimane appesa anche la questione Foa. Continuare a proporre il suo nome dopo la bocciatura della Vigilanza lascia perplessi i 5 Stelle che potrebbero usare il caso per contrattare a tutto campo.

Ma un altro nome Di Maio non lo fa, non vi sarebbe sul tavolo alcuna ipotesi alternativa. Che sia Silvio Berlusconi a risolvere i dissidi tra Lega e M5s?

 

 

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