Se la pedofilia “perde reato”. Succede nella nuova Europa

Esteri Politica

Condividi!

È inevitabile che avvengano scandali, anche nei confronti di bambini, ma guai all’uomo per colpa del quale è accaduto, “gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare” ammoniva Gesù Cristo 2018 anni fa.

Linguaggio semitico a parte, che spesso si rifà anche a toni forti, ciò che è sempre stato chiaro è il giudizio prima divino e poi penale nei confronti delle colpe gravi. In passato questa frase è stata addotta per condannare i pedofili, pedofili che spesso sono nella stessa Chiesa, e contro cui Ratzinger è stato il primo Papa a muoversi con una ferma condanna e con la consegna alla giustizia dei presunti colpevoli, dopo un periodo di assurdi e vergognosi silenzi.

Eppure, finora nessuno aveva mai messo in discussione che la pedofilia fosse una chiara tentazione perversa, al limite si era cercato di insabbiare lo scandalo, di nascondere la nefandezza.

Ma qualcosa si sta muovendo (male) anche in questo campo.

La notizia di una normativa in Francia, approvata dall’Assemblea Nazionale, su una legge anti-pedofilia aveva all’inizio distolto l’opinione pubblica facendola esultare. Si pensava a un intervento che condannasse, in maniera chiara e severa, chi commettesse un tale reato. Ma la Francia non ha incluso nella sua legislazione un’età minima al di sotto della quale i bambini dovrebbero essere automaticamente considerati incapaci di acconsentire ad avere rapporti sessuali con gli adulti.

E la norma non condanna più chi dai 15 anni in su è intrattenuto in relazioni sessuali consenzienti.

Dunque, è un minore (perché rimane tale perla legge e per tante altre norme), ma non è più possibile parlare di stupro? In pratica, il risultato è proprio che l’atto senza “violenza, minaccia, coercizione o sorpresa”, quindi col ‘consenso’ di un minore, non venga considerato tale.

La formulazione stessa è già “concettualmente spostata”. Carica il peso del senso di colpa sulla vittima. Sei stato stuprato? Devi denunciare, presentare le prove e dimostrare che hai rifiutato esplicitamente.Non essendoci un’età minima per il consenso, può essere considerato un crimine solo se la vittima (il minore) può provare violenza, minaccia, coercizione o sorpresa. Tutto questo lo chiedono a un essere umano sotto i 15 anni. 

Risponderete che in Italia l’età del consenso esiste già. Vero. Ma è stata fissata per legge a 14 anni, e per i rapporti tra minorenni.

Purtroppo lo Stato, quello ultra-laicista e regolato dall’idolatria delle libertà individuali, sta tradendo sempre più i valori (addio solide tradizioni), la dignità (addio welfare), la vita (addio feto e viva l’eutanasia). E si pensava che non tradisse i minori?

Lasciare i margini interpretativi troppo ampi significa mettere a rischio la sanzione. Abbiamo assunto e accettato questo pericolo. Aspettiamo il prossimo passo.

Tagged

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.