Macron “dichiara guerra” ai sovranisti per scongiurare “l’effetto Renzi”

Politica

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A sentire lui, Salvini e Orban, gli avrebbero fatto un enorme favore. Il presidente francese Emmanuel Macron, additato dal Ministro dell’Interno italiano e dal premier ungherese come il simbolo dell’Europa da combattere e da sconfiggere, accetta volentieri il ruolo che i due gli hanno ritagliato e si dice pronto a guidare alle prossime elezioni europee del maggio 2019 il fronte degli anti-sovranisti.

I problemi in casa per lui non mancano, la sua popolarità secondo i sondaggi sarebbe in forte calo e il vento favorevole che ha soffiato per mesi sulla scia del rinnovamento annunciato da En Marche si sta esaurendo. Anche per questo forse Macron cerca di recuperare visibilità in politica estera, approfittando anche del momento di debolezza che sta vivendo in Germania Angela Merkel.

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Contro di lui, Orban e Salvini, hanno pronunciato parole molto dure, accusandolo di essere il principale responsabile del caos immigrazione che sta vivendo l’Italia, a causa della sua netta chiusura nei riguardi delle richieste che arrivano da Roma, molto più grave per certi aspetti, della chiusura dei confini di Ventimiglia. Musica per le orecchie di Macron che, informato degli attacchi ricevuti, ha risposto con una “dichiarazione di guerra” in piena regola contro “populisti e sovranisti”.

Da Copenaghen, dove si trovava in visita ufficiale, si è detto pronto ad accettare la sfida:«Non cederò niente ai nazionalisti – ha detto – e a quelli che predicano l’odio. Se hanno voluto vedere nella mia persona il loro principale avversario, hanno ragione».

Il messaggio è chiaro ed è prontamente stato raccolto da Salvini che ha controreplicato: “Il principale avversario di Macron, sondaggi alla mano, è il popolo francese. Anzichè dare lezioni agli altri governi spalanchi le proprie frontiere, a partire da quella di Ventimiglia. E la smetta di destabilizzare la Libia per interessi economici”.

In effetti come detto, il presidente francese è in difficoltà nel suo Paese, sia per le recenti vicende che hanno riguardato la sua guardia del corpo, sia per le riforme in campo sociale che hanno provocato forte malcontento fra i francesi. Anche il suo governo a Parigi non starebbe godendo di ottima salute, lacerato da contrasti interni e dimissioni di ministri. Pare che Macron tema di subire lo stesso trattamento toccato all’ex premier italiano Matteo Renzi, accolto dagli italiani come una grande speranza, sostenuto elettoralmente e acclamato per mesi dai sondaggi, e poi crollato a picco nel giro di due anni, con la sconfitta referendaria del 2016 e infine il tracollo elettorale del 4 marzo.

A differenza di Renzi però Macron può giocare il ruolo di grande peso e di rilevanza che la Francia ha sempre occupato sullo scacchiere internazionale ed europeo. E se l’ex presidente Sarkozy per riguadagnare popolarità scatenò la guerra contro la Libia di Gheddafi, Macron al momento sembra accontentarsi di scatenarla contro i sovranisti.

Una cosa è certa: la campagna elettorale per le europee è già in corso e i prossimi mesi ognuno tenterà di giocare le proprie carte nel migliore dei modi. Con il tema dell’immigrazione che sicuramente sarà il principale terreno di scontro. 

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