Partito unico del centrodestra: la strategia di Salvini per “svuotare” Forza Italia

Politica

Condividi!

Si fa nuovamente strada l’ipotesi del partito unico del centrodestra. Lo rivela il Corriere della Sera che spiega come, a partire dal 5 settembre, nulla potrebbe essere più come prima.

Cosa succederà di così dirompente quel giorno? Molto semplicemente il 5 settembre, come spiega un articolo del quotidiano, il Tribunale del Riesame di Genova dovrà pronunciarsi sul sequestro dei conti della Lega in seguito alla condanna di primo grado per truffa ai danni dello Stato di Umberto Bossi e Francesco Belsito. Se il Tribunale confermerà il sequestro dei conti, la Lega resterebbe completamente al verde. Ecco perché nel Carroccio c’è chi starebbe parlando di un “piano B”, che non c’entra niente con quello riguardante l’eventuale uscita dall’euro, ma servirebbe a garantire la sopravvivenza del partito.

Una fonte interpellata dal Corriere della Sera riferisce: «Semplicemente, Salvini dovrà farne nascere un altro». Paradossalmente potrebbe addirittura rendersi necessario eliminare definitivamente la parola Lega dal simbolo, visto che qualsiasi richiamo al Carroccio potrebbe avere ripercussioni in ambito giudiziario.

Il capo leghista, come riporta l’articolo “dovrà scegliere se fondare un nuovo partito con il perimetro politico della Lega attuale, oppure porsi come il federatore unico di tutta l’area politica che non è centrosinistra e non è Movimento 5 Stelle”.

Insomma, in poche parole quel “partito unico del centrodestra” più volte ipotizzato dal Governatore ligure Giovanni Toti, convinto che non abbia più alcun senso per Lega e Forza Italia procedere in ordine sparso.

Progetto che, per quanto realistico, farebbe però a pugni con le strategie al momento divergenti dei due principali azionisti di quello che è ancora oggi chiamato “centrodestra”. Divergenze destinate ad acuirsi in vista delle elezioni europee prossime dove gli azzurri punteranno a far emergere il loro profilo moderato ed europeista, mentre la Lega  al contrario tenderà ad accentuare le sue posizioni sovraniste. Ma c’è chi fa notare come tutto sommato questo potrebbe non essere un problema insormontabile, nel momento in cui Salvini sembra deciso a siglare un “patto di ferro” con l’ungherese Orban e i sovranisti europei, alcuni dei quali fanno parte del Partito Popolare europeo come Forza Italia. Le distanze insomma alla fine potrebbe essere molto meno ampie di come potrebbe sembrare.

Ma la strategia di Salvini sarebbe in realtà un’altra. Scrive ancora Il Corriere: “Potrebbe giungere a compimento la fatidica opa su Forza Italia e su tutte le forze — anche locali — che già oggi non hanno alcuna difficoltà a riunirsi intorno al nome di Matteo Salvini. Se così decidesse, la svolta con ogni probabilità sarà lanciata con un disintermediatissimo appello via Facebook live. Anche per questo, i vicini al segretario leghista escludono scuotendo la testa l’ipotesi che pure negli ultimi giorni ha preso a circolare, quella di una caduta del governo relativamente rapida con elezioni politiche a marzo”.

Al momento infatti a Salvini non converrebbe proprio rompere con il M5S e tornare al voto,senza prima aver in parte disintegrato la “concorrenza interna”, ossia aver messo fuori gioco Berlusconi svuotandogli il partito e dunque restando l’unico leader incontrastato del centrodestra. 

Certo è che le distanze con i 5S ci sono e anche su materie di fondamentale importanza come la politica economica e le infrastrutture. Ma al momento la parola d’ordine è quella di non rompere l’accordo di governo e tirare dritto.

A chi fa notare al leader leghista che l’area di sinistra del M5S è sempre più in subbuglio contro le sue politiche migratorie e che il Presidente della Camera Roberto Fico ha pubblicamente attaccato il premier ungherese Orban, criticando l’incontro di Milano, Salvini ha risposto: «Punti di vista. Qualcuno prima di parlare dovrebbe documentarsi, ma io non ho il tempo di polemizzare con Macron, figuriamoci se ho il tempo di polemizzare con Roberto Fico».

Tagged