Il Pd vuole l’asse coi 5Stelle. Ma i giallo-dem piacciono alla rete?

Politica

Un’ alleanza con Di Maio, apriti cielo. A sinistra sono tuoni e lampi di odio politico: c’è chi coglie il pericolo dell’asse populista M5s e Lega come Franceschini e Zingaretti, chi come Carlo Calenda invece non sopporta proprio di dover scendere a compromessi con i grillini.

“Non è possibile che chi pone un tema politico venga aggredito. Io non voglio fare un’alleanza con M5s. Il mio è un ragionamento diverso. Mentre la Lega è già configurata come un movimento di destra con delle posizioni estremiste, il Movimento 5 Stelle, sia nell’elettorato che nelle posizioni dei suoi esponenti, è più trasversale. Tant’è vero che dopo le elezioni con estrema leggerezza loro dicevano o facciamo il governo con il Pd o lo facciamo con la Lega. E io allora pensavo, anche se è inutile fare a posteriori la politica con i se e i ma, che non avremmo dovuto far saldare Lega e grillini, perché, come adesso si sta vedendo, Salvini sta risucchiando con la sua leadership M5S su posizioni di destra” ha oggi dichiarato Dario Franceschini in un’intervista al Corriere, dopo le polemiche che lo hanno travolto insieme al prossimo candidato alla segretaria Zingaretti, rei di aver sottoposto al “popolo” l’ipotesi di una nuova “unione” contrattuale possibile.

Per Dario Franceschini il vero dramma è uno: il Pd deve evitare che “il rapporto Lega-5 Stelle da un’alleanza temporanea diventi un blocco sociale”.

E in effetti sono le periferie e il Sud Italia ad avere votato giallo. Cosa significa? Che la precarietà nel Mezzogiorno e l’assenza di assistenza alle fasce deboli (o assistenzialismo direbbe qualcun’altro) hanno pesato nella scelta. E che le misure dei pentastellati sono ormai una bandiera per tanti disagiati e disoccupati, per chi con la crisi non riesce a sbarcare il lunario.

Insomma i grillini sono la nuova sinistra. E allora la sinistra ha pensato bene che non sarebbe male avvinghiarsi a questo scoglio, visto il mare in tempesta per i democratici.

“Gran parte degli elettori del Movimento hanno votato in passato per noi”, ha spiegato bene Franceschini, “se siamo arrivati dal 41 per cento al 18 in 4 anni un motivo ci sarà. Non è che quegli elettori sono diventati improvvisamente dei pericolosi reazionari. Quindi ènecessario un lavoro di recupero”.

Questo significa governare con di Maio in futuro? No, non corriamo.

Per quella parte di sinistra che fissa il “giallo” , non si deve fare confusione.

Il ragionamento è più semplice: “Io pongo al Pd degli interrogativi – ha concluso Franceschini – dobbiamo aspettare che le contraddizioni tra Lega e 5 Stelle esplodano o lavorare perchè esplodano? Dobbiamo lavorare perché falliscano o dobbiamo solo aspettare che falliscano?”.

E allora ecco che il sistema viene in aiuto dei politici, in questo caso rappresentato da rosatellum, che impone “la caccia” agli alleati perchè è un sistema proporzionale. Ma guarda un po’. Con chi si potrà alleare in futuro il Pd? E i grillini accetteranno l’abbraccio mortale della casta? Quella casta che i 5stelle hanno sempre combattuto e che ora, per sopravvivere, cerca il matrimonio (in terza età e verso l’estinzione) con chi li ha sempre e da sempre voluti scansare?

Far cadere questo governo è la mossa più facile a questo punto. Poi c’è  un tema: e se riuscissero a governare da soli?

Intanto vediamo cosa ne pensa la rete. Ecco un po’ di opinioni.

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