Stupro di Parma, Bruzzone: “Non escluderei narcisismo sadico e un vaso di pandora”

Interviste

Presunto stupro di Parma, l’imprenditore F.P. accusato di violenza sessuale e lesioni pluriaggravate ai danni di una ragazza di ventuno anni, respinge le accuse, parla di rapporto consenziente con la giovane nel corso dell’interrogatorio di garanzia seguito al suo arresto. Secondo l’accusa, il noto imprenditore, assieme ad un nigeriano di cinquantatré anni, avrebbe picchiato, legato e seviziato per cinque ore la giovane nella sua abitazione di Parma, anche sotto l’effetto di cocaina. Accuse che hanno sconcertato l’intera città dove l’uomo è molto conosciuto e stimato e dove non sono pochi a ritenere infondate le ipotesi accusatorie nei suoi confronti. Lo Speciale ne ha parlato con la criminologa Roberta Bruzzone.

A Parma c’è grande sconcerto per le accuse mosse contro l’imprenditore. Diversi colleghi faticano a credere alla veridicità di ciò che gli viene contestato. Che idea si è fatta della vicenda?

Personalmente ritengo invece che le accuse possano essere fondate, e non escluderei la circostanza di trovarci di fronte ad una sorta di narcisismo sadico. Ovviamente saranno i magistrati ad accertare i fatti, io mi limito a fare delle ipotesi. Persone di successo possono essere facilmente spinte a sentirsi grandiose, ad essere totalmente privi di empatia, fino a considerare gli altri semplicemente degli oggetti da sfruttare. Non so se questo sia il caso dell’uomo accusato, ma non mi sentirei di escluderlo. Comunque aspettiamo l’esito delle indagini”.

Per altro su Facebook c’è un video dove l’uomo fornisce consigli sessuali. Lo ha visto? Che ritratto ne emerge?

“Sì, ho visto il video e mi sembra ci sia poco da dire. Sembra di trovarsi di fronte un soggetto completamente concentrato su se stesso; forse anche ubriacato di se stesso, in preda ad una sorta di pseudo grandezza del proprio io? Potrebbe aver finito per confondere il successo imprenditoriale con una sorta di lasciapassare a compiere qualsiasi azione. Se è davvero colpevole, il fatto di essere rimasto sorpreso al momento dell’arresto potrebbe dimostrare proprio come per lui quanto fatto ai danni della ragazza fosse una cosa del tutto normale. Non mi stupirei se questa vicenda portasse alla scoperta di una sorta di vaso di Pandora. Se davvero ha fatto quello che gli viene contestato, forse non era neanche il primo caso, altre presunte vittime potrebbero uscire allo scoperto”.

Il possibile utilizzo di cocaina, quanto potrebbe aver spinto una persona apparentemente insospettabile a compiere un gesto simile?

“La droga non innesta comportamenti di questo genere, semmai amplifica delle caratteristiche già presenti nel soggetto. La cocaina in particolare non fa che sollecitare l’emergere di particolari tratti della personalità già presenti. In ogni caso non è stata la droga a spingere l’uomo a violentare questa ragazza. Ripeto, fermo restando che le accuse sono tutte da provare, se lui ha fatto quello che gli viene contestato, lo ha fatto perché lo voleva, perché evidentemente il sesso in certe personalità è visto come uno strumento di controllo e di potere sull’altro. Con o senza l’utilizzo di coca”.

L’uomo però si difende sostenendo che la ragazza in realtà era consenziente. 

Questo non significa nulla. Può essere la difesa tipica di chi non si rende conto della gravità di ciò che ha commesso. Si utilizza il più ovvio degli alibi per difendersi dalle accuse. Ma c’è un particolare: una ragazza davvero consenziente secondo me non va al pronto soccorso a farsi refertare ferite indicibili e brutali. Penso che questo soggetto se davvero colpevole, non sia neanche in condizione di decifrare il livello della sofferenza provocata alla presunta vittima. Anzi potrebbe essere stato addirittura maggiormente eccitato proprio dalla sofferenza e dalla sottomissione della ragazza”.

Il fatto che questa persona appariva insospettabile, non dovrebbe mettere in guardia le donne nel diffidare in primo luogo proprio da chi si presenta con un volto apparentemente rassicurante fornendo garanzie di totale affidabilità?

“Sono venti anni che cerco di sensibilizzare e mettere in guardia le donne di ogni età dai rischi che possono correre, soprattutto nell’era dei social media, sottovalutando certi scenari e imbattendosi in predatori subdoli. Bisogna fare molta attenzione prima di recarsi all’interno di un’abitazione e dare disponibilità a certi soggetti. In questa vicenda è già presente uno squilibrio evidente legato alla differenza di età e questo parametro dovrebbe già consigliare una certa cautela. Un uomo di quella età, e molto conosciuto grazie al suo successo, che va alla ricerca di giovani amanti su internet, dovrebbe già essere un evidente campanello d’allarme. Alcune regole di cautela personale sono oggi ancora più necessarie di fronte all’invadenza dei social. Da quel che sarebbe emerso dalle indagini l’uomo avrebbe sfruttato il suo prestigio e la sua condizione sociale per fare colpo sulla ragazza e vincere certe sue perlessità, offrendo come garanzia proprio la sua notorietà e l’essere conosciuto e stimato da tutti in città. Bisogna stare lontano da incontri occasionali e superficiali che si fanno su internet dove tutto è distorto e dove non si può mai avere piena certezza circa la serietà dell’interlocutore che ci troviamo al di là della rete. Come recita un antico adagio, fidarsi è bene ma non fidarsi è sempre meglio”.

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