Migranti Diciotti spariti, Cacciari: “Nessuno scandalo. Emigrare è diritto naturale”

Interviste

Cinquanta migranti che dalla nave Diciotti erano stati trasferiti nel centro di Rocca di Papa si sono allontanati e risultano irreperibili. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, finito sotto inchiesta dalla Procura di Agrigento per aver fermato la nave della Guardia costiera per diversi giorni impedendo lo sbarco delle persone a bordo, ora sembra avere un’arma in più per dimostrare come quei migranti non fossero affatto profughi in cerca del diritto d’asilo e di come fossero del tutto strumentali le polemiche sollevate contro di lui dalle opposizioni, dai media e dalla Chiesa. Ma il filosofo Massimo Cacciari intervistato da Lo Speciale, non la pensa affatto così.

A questo punto aveva ragione Salvini? Quei migranti non erano affatto profughi in cerca di vitto, alloggio e protezione?

“Ragione di cosa? Non è mica la prima volta che i migranti scappano dai centri dove sono ospitati, mica stavano in carcere”.

Appunto, però Salvini evidenzia come nessuno di questi cinquanta migranti avesse presentato la domanda d’asilo. Forse sono scappati perché non erano profughi ma migranti economici?

“Ma cosa significa non essere profughi ma migranti economici? Ma lei lo sa che emigrare è un diritto naturale? E’ un mio diritto scappare dal mio Paese se sono perseguitato o muoio di fame. Non è che se scappo dalla miseria invece che dalla guerra cambia qualcosa. Vado alla ricerca di un futuro migliore ed emigro dove spero di trovarlo. Poi la pessima gestione dei flussi migratori è altra cosa”.

Intanto però Salvini continua a macinare consensi fra gli italiani e questa vicenda non rischia di fargli guadagnare altri punti?

“Avere consenso non significa avere automaticamente ragione. Guardi che il consenso lo avevano anche Hitler e Mussolini. Questo che vuol dire? Che avevano ragione a fare quello che facevano? Salvini è un bravo predicatore, sa vendersi bene, è un vero populista, ma questo non significa che abbia ragione. Poi si sa, non ci vuole molto a fare contento il popolo. Poi mi faccia un favore, basta parlare di Salvini perché non ne ho proprio voglia”

Allora parliamo della Chiesa. C’è chi dice che ha peccato di ingenuità nell’accogliere i migranti a Rocca di Papa, offrirgli vitto e alloggio per poi vederseli scappare sotto il naso. E’ d’accordo?

“Che c’entra la Chiesa? I migranti sono sempre scappati dai centri di accoglienza che, ripeto, non sono carceri. Quale ingenuità? La Chiesa ha dato il suo aiuto a risolvere un problema, poi non è che può legare le persone a letti. Chi vuole andarsene è libero di farlo come sempre avvenuto. Evidentemente la meta finale di queste persone non era l’Italia, non volevano fermarsi qui”.

La Chiesa è anche accusata di interessarsi troppo dei migranti che arrivano dall’Africa e di non preoccuparsi dei cristiani perseguitati e martirizzati in molte parti del mondo. In effetti non dovrebbero essere questi i primi a ricevere protezione?

“Infatti la Chiesa si è sempre interessata dei cristiani perseguitati. Chi sostiene il contrario dice una grande stupidaggine. Io stesso ho spesso partecipato ad iniziative sul tema, per altro alcune organizzate da padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita rapito in Siria, e rivolte proprio a sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dei cristiani in quello e in altri Paesi. Dire che la Chiesa non se ne interessa è una grande mistificazione”.

Cosa non le piace della politica di questo govcerno sull’immigrazione?

“Il fatto che non voglia riconoscere che emigrare è un diritto naturale, sancito da secoli. Come quando gli italiani emigravano in America perché qui c’era la miseria. Negare questo significa essere dei totali ignoranti. Ma visto chi c’è al governo francamente la cosa non mi stupisce più di tanto. Altra cosa come detto è la gestione del fenomeno. E qui davvero c’è da stendere un velo pietoso su tutta l’Europa. Ma non è certo inseguendo i sovranismi che possiamo pensare di risolvere il problema”.  

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