Negozi chiusi la domenica. I cervelli resteranno aperti?

Politica

E’ una battaglia da sempre cara alla Chiesa e ai cattolici. La chiusura domenicale dei negozi per loro è una questione di principio: è il giorno del riposo, il giorno della famiglia. Per Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso, per anni presidente della Commissione Cei per il Lavoro, è “una grazia di Dio.

Fu Costantino nel lontano 321 a introdurre il riposo festivo”. Di Maio e i grillini di governo, da un po’ l’hanno fatta propria e ora (è accaduto a Bari, in occasione della Fiera del Levante del Sud), hanno annunciato che entro l’anno approveranno una legge che imporrà lo stop. Sostanzialmente si tornerà alla vecchia disciplina: e comunque si abrogherà la scelta del rigorista Monti.

E’ ovvio che si sia subito scatenata una guerra di religione. Decisione moralista vs libertà economica, obblighi contro risultati commerciali (la domenica, dati alla mano, è diventata il secondo giorno nella classifica degli incassi dei negozi, esercizi e catene commerciali varie).
Ma per una volta la considerazione è più profonda: che società siamo? Cosa c’è al centro del nostro stare assieme, del nostro essere italiani, del nostro essere comunità? Al centro c’è la famiglia o unicamente l’individuo-consumatore-utente?

La centralità della nostra identità collettiva, se ancora esiste, o la parcellizzazione e frantumazione degli interessi, delle esigenze, dei desideri, dei bisogni, tra l’altro rafforzati da una disumana organizzazione del lavoro, che non conosce soste, pause, ma solo ritmo, velocità e produttività, a totale discapito della vita privata? Una nevrosi motoria ideologica e alienante che viene mascherata dalla “bellezza della libertà (solo economica) e del profitto”. Tutto ridotto a cose e a merce. Anche i lavoratori, eternamente precari, costretti in pratica a lavorare sempre.

Per una volta godiamoci questo duello tra liberalismo, individualismo e cristianesimo. Purché non vincano i pigri e gli indolenti (né cattolici, né liberali), che la domenica non vogliono fare niente. Né dedicarsi alla famiglia, né fare la spesa.

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