Europa Vs Orban, parla Francesca Totolo: “Vi spiego la sua colpa che dà più fastidio”

Interviste

Il premier ungherese Viktor Orban è “sotto processo” nel Parlamento europeo che ha deciso a maggioranza di attivare l’articolo 7 del Trattato, sanzionando Budapest per “aver violato i valori della Ue”. Contro Orban l’accusa di aver chiuso le frontiere, respinto i migranti, aver limitato l’indipendenza della magistratura e introdotto restrizioni alle libertà di stampa. Tutte accuse che il premier ungherese ha rispedito al mittente in un’appassionata difesa in cui ha ribadito il diritto dei popoli ad autodeterminarsi e a proteggere le proprie frontiere. Ma perché Orban oggi dà così tanto fastidio all’Europa? Lo Speciale lo ha chiesto a Francesca Totolo esperta di immigrazione e di attività delle Ong, collaboratrice de Il Primato Nazionale, e “ricercatrice indipendente”.

Perché in Europa ce l’hanno così tanto con Orban? Quali ragioni si celano dietro la volontà di punire Budapest per la sua condotta politica?

La cosa che di Orban dà più fastidio è il suo essere pioniere del sovranismo in Europa. E’ il primo leader che con un largo consenso dei suoi connazionali sta cercando di ripristinare il principio della sovranità dei popoli. E’ stato il primo a parlarne apertamente, seguito poi da tutti gli altri”.

Si colpisce Orban per tentare di soffocare il sovranismo?

“Esattamente, questa ritengo sia la ragione principale. Poi tanto livore contro di lui è determinato anche dal fatto che è stato il primo a chiudere le frontiere ai migranti impedendo quella che rischiava di configurarsi come un’invasione. Gli ungheresi non erano pronti ad affrontare l’intera immigrazione proveniente dalla rotta balcanica che in quel momento era la più vasta verso l’Europa. Orban si è opposto all’ingresso di migliaia di migranti innalzando il tanto deprecato muro. A tutto ciò va aggiunta poi la legge anti-Soros fatta approvare dal parlamento ungherese e questo ha sicuramente infastidito l’intera Unione Europea e soprattutto la Commissione Ue che ha rapporti col magnate ungherese, che Orban ha bandito insieme alle sue Ong. Ecco perché tutto questo accanimento. Ma Orban nel suo Paese sta soltanto facendo rispettare la volontà degli elettori”.

Nel suo intervento difensivo davanti al Parlamento di Strasburgo Orban ha ribadito che l’Ungheria non accoglierà i migranti e continuerà a proteggere le frontiere. Questo come va interpretato?

Come il chiaro tentativo di non uniformarsi alla logica dei ricollocamenti. Ma dove sta scritto che un Paese, dopo aver subito fino al 2015 una vera invasione con pesanti ripercussioni interne, dovrebbe accettare oggi ulteriori ricollocamenti? Questa politica per altro come si è visto in Italia è miseramente fallita. Soltanto 12mila migranti fino ad oggi sono stati redistribuiti in Europa. Un fallimento determinato soprattutto dal fatto che la maggioranza, circa il 90% di quelli giunti in Italia, non avevano diritto ad essere ricollocati in quanto privi dei requisiti previsti per ottenere la protezione umanitaria”.

Della difesa di Orban, quale è stato l’aspetto che l’ha colpita di più?

“L’aspetto più rilevante è l’essere riuscito a risvegliare le coscienze con un discorso tanto dirompente che in verità non si sentiva da moltissimi anni. Un discorso che ha ribadito come centrale il principio del recupero della sovranità cui tutti dobbiamo tornare, proteggendo il proprio territorio da ogni ingerenza esterna. Non mi riferisco soltanto all’Europa, ma soprattutto alla logica mondialista che vuole le frontiere aperte per perseguire interessi del tutto opposti a quelli dei popoli. Orban in vista delle prossime elezioni europee sarà l’ispiratore di questa politica”.

Salvini si è schierato apertamente con lui. Quanto il leader leghista è davvero simile al premier ungherese e in cosa invece si differenzia?

“Sul piano politico sono sicuramente molto simili. La grande differenza fra i due è a livello di governo. La strategia di Orban è condivisa a Budapest dalla totalità dei suoi ministri e questa è la sua principale forza. Gode inoltre di un altissimo consenso popolare. Salvini invece sta all’interno di un governo di coalizione dove non può imporre il suo punto di vista e portare avanti fino in fondo le battaglie in cui crede come sta facendo con successo il premier ungherese. Sondaggi a parte poi non dimentichiamo che la Lega alle ultime elezioni politiche ha sicuramente ottenuto un buon risultato, ma non paragonabile nemmeno lontanamente a quello di Orban”.

Il M5s ha votato a favore delle sanzioni contro l’Ungheria in totale disaccordo con la Lega. Una mossa anti-Salvini o il tentativo di cercare intese con l’Alde in vista delle prossime elezioni europee?

“Credo che il M5S sia convinto della necessità di portare avanti la politica dei ricollocamenti in Europa. Da parte dei grillini mi pare ci sia una fortissima diffidenza nel rompere in maniera netta con l’attuale sistema di governo della Ue e con i partiti che fino ad oggi l’hanno governata. Ma penso che la ragione principale sia da ricercare nell’illusione di ricevere aiuto e assistenza della Ue nella politica di redistribuzione degli immigrati. Aspettativa sbagliata visto che avverranno comunque in minima parte e non ci toglieranno il peso degli irregolari che abbiamo sul territorio. Il fronte che dovrebbe prevalere in Europa nell’interesse dell’Italia è proprio quello rappresentato da Orban e Salvini, con la chiusura delle frontiere. Quanto avvenuto con la nave Diciotti lo conferma. Salvini ha chiesto per l’ennesima volta solidarietà e questa non è arrivata”.

Berlusconi invece ha difeso Orban. Un segnale a Salvini per rientrare nel centrodestra e buttare a mare l’alleanza con il M5S?

La mossa di Forza Italia la vedo all’interno di una logica prettamente internazionale ed europea. Del resto il capogruppo del Ppe ha lasciato libertà di scelta al gruppo, ma appare chiaro che nessuno vuole offrire ad Orban il preteso per abbandonare il fronte dei popolari, dal momento che le sue posizioni, in vista delle prossime europee, avranno un largo seguito e un forte consenso. La logica di Berlusconi è quella di contenere i sovranisti”. 

Possiamo dire che lo scontro di oggi ha rappresentato la prova generale di quello molto più grande che andrà in scena con le elezioni del 2019?

“E’ proprio così. Sono le prove generali e oggi si è comunque visto il fallimento dell’Unione Europea come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Abbiamo assistito con Orban al trionfo di un’altra idea di Europa, dove i cittadini saranno sempre più orientati a tutelare nuovi e diversi interessi incompatibili con quelli delle lobby finora dominanti. Un’Europa che punisce chi ha il torto di pensarla diversamente”.

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