Reddito di cittadinanza, è boom nel mondo. A chi andrà e a chi servirebbe

Economia Politica

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Non solo in Francia il reddito di cittadinanza andrà ai cittadini più deboli per permettere loro di essere reinseriti nel mondo del lavoro, ma anche Chicago pensa a forme di sostegno universali e incondizionate per i propri cittadini. Lo slogan è: una vita dignitosa per tutti ma per molti è un utopia.

Di fatto non se ne sarebbe mai parlato se non ci fosse stata l’austerità che ha creato i presupposti delle nuove povertà e ha fatto scaturire l’idea ai 5 Stelle, a loro volta illuminati dal modello dei Paesi del Nord.

Ora è realtà, sarà nella prossima Legge di Bilancio e sarà una condizione essenziale per le nostre politiche attive del Lavoro, come già anticipato nel Contratto di Governo. Sul Blog delle Stelle firmato M5s si è tornato a parlare di reddito di cittadinanza, nel weekend, come di una “misura di civiltà che mira a restituire dignità a tutte quelle persone, giovani e meno giovani, che oggi vivono una condizione di sofferenza e incertezza”.

D’altronde, avvertono i grillini, il futuro sarà sempre più segnato dal progresso tecnologico e vedrà continue modificazioni del mercato del lavoro” e già abbiamo una disoccupazione giovanile tra le più alte d’Europa.

Ma a chi rivolgere questa misura innovativa? 

Secondo Antonio Tajani, che è intervenuto  alla festa dell’Udc a Fiuggi(Frosinone), “i giovani hanno bisogno di lavorare, non di assistenzialismo. Senza lavoro non c’è dignità, non c’è speranza”. Per questo rivolgerebbe il reddito di cittadinanza alle vedove e alle pensionate: “Dobbiamo creare i presupposti per far nascere nuovi posti di lavoro – ha poi detto – con sostegno alle piccole e medie imprese, artigiani e al comparto del turismo”.

Sicuramente sono molti i nodi da sciogliere, come quello che reddito al Sud, dove rischia di oliare anche famiglie mafiose e lavoratori in nero. Uno dei presupposti sarà infatti inserire anche forme di controllo molte serie, per evitare di regalare soldi a chi non se lo merita. Ma chi è in situazioni di indigenza può perdere, oggi, una così determinante misura solo perché in Italia c’è chi potrebbe truffare o non compiere il suo dovere? Pensiamo al dottore sorpreso a pulire le seppie in ospedale? E’ inevitabile incorrere in situazioni assurde (il caso sarà poi accertato) che però non dovrebbero accadere. E quindi non facciamo i concorsi per i medici?

Insomma la sfida è appena cominciata e proseguirà, interrogandosi su luci e ombre di un provvedimento che ormai agli italiani pare inevitabile e che auspicano.

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