Foa presidente Rai, parla Messora: “Giornalismo tv e internet saranno alleati”

Interviste

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Il consiglio d’amministrazione della Rai ha indicato per la seconda volta Marcello Foa come presidente. Ora la parola passa alla Commissione di Vigilanza Rai che dovrà ratificare la nomina. Stavolta non ci dovrebbero essere sorprese dal momento che Forza Italia ha assicurato alla Lega il proprio voto favorevole. Foa quindi sarà presidente con pieni poteri. Cosa cambierà in concreto per la Rai? Lo Speciale ne ha parlato con Claudio Messora, esperto di comunicazione e blogger di successo che negli ultimi anni ha contribuito a farlo conoscere ancora di più e meglio al popolo del web, concedendogli spazio e visibilità sul suo video blog ByoBlu .

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Forza Italia pronta a dare il via libera a Marcello Foa. Come giudica il cambio di passo di Berlusconi? 

“Il nodo Foa aveva evidentemente alla base una serie di trattative tra la Lega e Forza Italia. I due, che si erano presentati alleati alle elezioni, si erano poi divisi per consentire la nascita di un Governo politico, scongiurando da un lato il ritorno alle urne – sgradito a Berlusconi – e dall’altro la nascita di un ennesimo esecutivo tecnico, prosecuzione di quello Gentiloni. Se in Parlamento Berlusconi numericamente è in inferiorità, non è così nelle commissioni, grazie al gioco delle maggioranze qualificate. Non v’era altra sede. allora, dove il cavaliere avrebbe potuto far valere le sue richieste e il suo peso politico. Così è stato. Oggetto delle trattative, come si può apprezzare oggi, è stata la definizione delle alleanze nelle prossime tornate amministrative, e di possibili alleanze alle prossime politiche. Inoltre in discussione c’è stata con tutta probabilità anche qualche garanzia sulla concorrenza pubblicitaria in ambito sportivo”.

Quanto è importante per l’informazione avere Marcello Foa a capo della Rai?

“In un quadro di informazione mainstream dominato dal frame, cioè dalla cornice interpretativa unica, che gli spin doctor orchestrano sapientemente indirizzando la comunicazione attraverso veline istituzionali e attraverso il controllo pubblicitario dei grandi investitori, Marcello Foa è stato l’unico, tra i direttori di testata, a denunciare l’appiattimento dell’informazione, e in molti casi anche la sua falsificazione.  Ha iniziato il suo percorso di denuncia proprio su Byoblu, il mio blog, con una prima storica intervista: “Come gli spin doctor manipolano l’informazione usando il Frame”, che potete guardare qui: https://www.youtube.com/watch?v=px0FaA0K35w . Se i cittadini non si fidano più dei giornalisti è anche perché, grazie alla rete, si rendono finalmente conto che la verità che viene raccontata spesso da certi giornali e televisioni è parziale e tralascia volutamente fatti, persone e idee ragionevoli e sensati. La Rai, in quanto servizio pubblico, è il simbolo dell’informazione: avere Marcello Foa presidente è una garanzia per tutti gli italiani rispetto al ritorno dell’informazione pubblica al suo ruolo originario”.

Chi sono stati fino ad oggi e chi saranno ancora i suoi principali nemici?

“Ovviamente tutti quelli che fino ad oggi hanno orchestrato notizie, filtrato contenuti e persone, manipolato l’informazione e l’opinione pubblica. Molti di questi vedono il loro futuro a rischio, ma anche la narrazione degli spin doctor, pagati dai governi e dalle organizzazioni sovranazionali, rischia di essere smontata pezzo a pezzo. Tutto il castello di menzogne che abbiamo dovuto sopportare negli ultimi anni potrebbe franare, se l’informazione pubblica racconterà i fatti in maniera sempre equilibrata e imparziale”.

Cosa si aspetta dalla Rai guidata da Foa?

“Marcello Foa non sarà un direttore di rete o il direttore di una testata come il TG1, ruoli più esecutivi e che avrebbero fin da subito avuto la possibilità di incidere concretamente sull’informazione pubblica. Tuttavia, in quanto Presidente Rai, avrà un ruolo di grande influenza, di moral suasion, e avrà la possibilità di mettere sul tavolo del Consiglio di Amministrazione i dossier e le istanze di governo del servizio pubblico radiotelevisivo che a lui sembrano più urgenti e indifferibili. Una figura di garanzia che potrà lentamente spingere per un maggiore pluralismo e influire con il suo carisma sul modo in cui si deve intendere l’informazione in Italia. Un’investitura eccezionale e senza precedenti che a me sembra forse la novità più entusiasmante di questo cambio di rotta politico del Paese, all’avanguardia rispetto alla tendenza europea”.

Quanto è importante questa nomina per la libera informazione?

“Il giornalismo deve comprendere che, rispetto al passato, non ha più il monopolio delle idee e del racconto della realtà. Internet, con la libertà che consente, mette con le spalle al muro giornali e televisioni e non consente più un predominio incontrastato né la manipolazione dei fatti. Il giornalismo sopravvivrà e anzi si rafforzerà se si aprirà alla rete, anziché chiudersi, accettando di confrontarsi con persone, idee e modelli nuovi, in una integrazione progressiva che privilegerà la ricerca della verità, e non della versione di comodo di investitori e referenti politici. La verità, che non è mai un concetto assoluto fatta eccezione per la cronaca, può emergere solo dal confronto. Il giornalismo deve aprirsi alla rete e riconoscerla per il valore che sa esprimere, e non combatterla. Se questa integrazione avverrà, il giornalismo tradizionale e internet saranno finalmente alleate nel ruolo di cani da guardia del potere. Forse la Rai potrebbe aprire una nuova stagione”.

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