Atreju e Fiuggi. I limiti di Berlusconi e dalla Meloni

Politica

Questo fine settimana ha visto due soggetti del centro-destra barcollante (come schema), impegnarsi in piazza, alle feste, in convention istituzionali.

Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono cimentati in una prova di forza, per ringalluzzire, incoraggiare i loro militanti, iscritti e votanti. Anche perché, il tempo non è dalla loro parte. Il governo Conte, l’esperienza contrattuale Lega-5Stelle, sta usurando categorie classiche della politica e saccheggiando elettorati. In quanto a categorie, il bipolarismo “centro-destra vs centro-sinistra”, sta inesorabilmente tramontando, e al suo posto sta trionfando il bipolarismo alternativo “sovranisti-globalisti”, “populisti-liberal”; e in quanto ad elettori, se Fdi, secondo gli ultimi sondaggi, sarebbe sceso a quota 2,6%; Fi non sta meglio: gli azzurri sono intorno all’8%.

Tesoretti a ribasso che hanno spinto Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni a reagire. Alla kermesse di Atreju la leader della destra ha lanciato la “grande casa dei conservatori e dei patrioti”. Mentre il Cavaliere, a Fiuggi, terra storica di Antonio Tajani, ha rilanciato il credo laico azzurro, basato sul modello 1994: principii liberali contro lo statalismo e il giustizialismo dei grillini. Con qualche botta polemica pure nei confronti di Salvini: “Uscite inaccettabili”. Come dire, il suo populismo è gretto, specialmente in materia di migranti e sicurezza, e poi deve staccarsi dal Movimento, perché il centro-destra tornerà a governare.

In questi appelli, che sanno di nuova-vecchia strategia, ci sono almeno tre limiti e che evidenziano l’impasse attuale di Fi e Fdi.

Se Salvini torna tatticamente nel centro-destra, vecchia maniera, torna e tornerà, come ha promesso nei famosi incontri (a due) di Arcore e (a tre) di Palazzo Grazioli, solo per le prossime elezioni regionali e semmai, per fare piazza pulita dei suoi alleati.

E poi, il richiamo ai valori che hanno fatto sia Berlusconi sia la Meloni non si regge.
Il Cavaliere ha riesumato un concetto di schieramento consumato e superato (inventato quando scese in campo), che prevedeva una Fi centrale e centrista, forte e vincente, con Lega e An (oggi FdI) periferiche. Peccato che oggi lo schieramento sia a guida culturale e politica, leghista. E al contrario del liberalismo, il tema dominante è il populismo.

Stesso errore della Meloni: schematizza un quadro politico astratto. Come si fa a mettere insieme, parole sue, “conservatori e sovranisti, liberali e patrioti”? E’ il modello-Berlusconi 1994, preso a rovescio. Un modello che non esiste più, non solo presso i pensatori, ma soprattutto nella testa della gente che vede solo “popoli contro caste”, “identità contro globalismo”, “sovranità politica contro economia”.

Due debolezze, quelle di Fi e di Fdi, che insieme non fanno una forza. Lo sforzo è di cambiare prospettiva e categorie della politica.

Condividi!

Tagged