L’economista Rinaldi Vs burocrati: “Dirigenti altrove si dimettono se in disaccordo”

Interviste

“Proprio perché rispettiamo le istituzioni abbiamo a cuore la loro indipendenza. Alcuni superburocrati spingono per una politica di rigore, ma le amministrazioni pubbliche sono e devono essere al servizio dei cittadini. Nei palazzi c’è sempre chi difende lo status quo, ma il cambiamento è in atto”. Parole del ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro rilasciate al Corriere della Sera (LEGGI QUI). Prosegue dunque il braccio di ferro fra ministri e tecnici sulla manovra economica e le coperture che non si trovano. Lo Speciale ha contattato Antonio Maria Rinaldi, economista e animatore del sito Scenari Economici. Proprio qui è infatti uscito un articolo, poi ripreso anche da Dagospia, in cui si evidenzia quanti nemici abbia effettivamente questo governo e dove si annidino maggiormente.

Il ministro Fraccaro oggi sembra rilanciare le accuse contro la burocrazia ministeriale. Ma davvero  questa sta remando contro il governo o è soltanto un pretesto come sostiene qualcuno, per nascondere l’incapacità di mantenere le promesse?

“Ma di cosa stiamo parlando? Ma ci siamo dimenticati l’intervista di Carlo Cottarelli a Beppe Servegnini dopo aver lasciato l’incarico di commissario alla spending review? In quell’intervista Cottarelli denunciò pubblicamente come gli venissero persino negate le carte dai cosiddetti burocrati che stavano a Roma. Intervista che si può tranquillamente recuperare su internet, cosa che io ho fatto. Evidentemente non è un problema dell’attuale governo quello di dover fare i conti con una burocrazia scarsamente collaborativa. A questo punto dobbiamo concludere che forse si tratta di una prassi consolidata. Evidentemente esiste un establishment burocratico che fa di tutto per remare contro la politica. Se lo dice Casalino è uno scandalo, quando lo ha detto Cottarelli tutto andava bene? Poi non dimentichi che le accuse di Casalino sono state rilasciate in privato, quelle dell’ex commissario in pubblico”.

Dagospia ha ripreso un articolo di Scenari Economici dove è riportato una sorta di manifesto dei sovranisti con l’indicazione di tutti i poteri ostili al cambiamento e delle organizzazioni in cui si anniderebbero i nemici del popolo. E’ davvero così?

“Non è un manifesto, ma un semplice articolo che abbiamo pubblicato. Mi permetta di osservare che negli Stati Uniti d’America, non quindi un Paese a sovranità limitata o antidemocratico, l’articolo due della costituzione concede al Presidente la facoltà di nominare tutti i funzionari delle amministrazioni pubbliche federali, e così ogni volta che cambia l’inquilino alla Casa Bianca, automaticamente cambia tutto l’apparato statale. Ma anche in Francia. Germania e nel resto d’Europa grosso modo si seguono gli stessi criteri, anzi in certi casi sono proprio i dirigenti pubblici a rassegnare le dimissioni come atto di rispetto nei confronti dei nuovi governanti se sono stati scelti dall’altra parte politica. Solo in Italia questo è considerato antidemocratico. All’estero ci si meraviglia che da noi possano nascere polemiche di questo genere”. 

Ma chi sono davvero i nemici del popolo?

Senta, io non parlerei in questi termini, mi sembrano forzature giornalistiche. Esiste però il paradosso rappresentato da una maggioranza parlamentare espressione della volontà popolare che rischia di non poter realizzare il programma di governo perché certi apparati dello Stato vanno in un’altra direzione. Tutti quelli che non aiutano l’azione politica in modo collaborativo ma si mettono esplicitamente di traverso per frenarla, vanno contro gli interessi dei cittadini. Ma questo ripeto lo ha detto Carlo Cottarelli e non credo si possa dubitare della sua parola. A meno che le stesso cose che dice lui non sia proibito dirle a noi”. 

Sembra che sul Def si stia cercando un accordo nel governo. Il rapporto deficit-Pil si attesterà intorno all’1,8% dopo che per altro il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ha detto che non potrà superare il 2%. Lega ed M5S non sarebbero troppo d’accordo, ma Conte pare voglia far passare questa linea. E’ un accordo ragionevole, oppure si tratta di un aumento ancora insufficiente?

“Sono allievo del professor Paolo Savona e quindi concordo pienamente con lui quando dice che non esiste nessun testo di politica economica in cui è scritto che il bilancio si inizia a redigere dalle percentuali. Prima si mette nero su bianco quello che si vuole realizzare e poi si discute il risultato. La politica deve andare incontro alle effettive esigenze del Paese, piaccia o no a Moscovici e compagni. La manovra deve essere la sintesi di queste esigenze e se si pongono limiti in partenza, sappiamo già che non si faranno gli interessi dei cittadini. Prima pensiamo alla crescita, poi ai numeri, e quando questi saranno chiari allora si andrà a negoziare gli zero virgola in Europa. Non ci si può fermare di fronte alle tagliuole, e mi sembra che nessun altro Paese europeo lo abbia fatto. Tutto deve essere fatto con razionalità, questo è chiaro, nessuno sta chiedendo di mandare gli elicotteri sulle città italiane a distribuire banconote dall’alto, ma è impensabile realizzare una manovra che tenga conto prima del rigore e dei diktat di Bruxelles, e poi della crescita”.

C’è lo spettro dell’aumento dell’Iva. Il governo ha escluso questa eventualità ma il M5S ha detto nelle ultime ore che se non si troveranno i soldi per il reddito di cittadinanza, meglio andare a casa. Non è che alla fine questa misura diventi inevitabile?

“L’aumento dell’Iva è stata una bellissima fake news messa in giro da non so chi, ma che va contro la logica di questo governo. E’ una follia anche soltanto pensarlo, per giunta con le aliquote che sono circolate nei giorni scorsi. Questo porterebbe ad un ulteriore calo dei consumi ed in questo momento è la prima cosa da scongiurare. Per altro il principio che sta ispirando l’azione dell’esecutivo è proprio quello diametralmente opposto, ossia rilanciare i consumi per far ripartire l’economia. Sarebbe come dare i soldi da una tasca per poi riprenderli dall’altra. Quindi direi che i soldi si possono trovare in tante altre maniere, ma non certamente in questo modo”. 

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