Sindaco Riace, parla Totolo: “Rischio Comuni come piccoli regni. Gli effetti non solo legali”

Interviste

La Guardia di finanza ha arrestato e posto ai domiciliari il sindaco di Riace, Domenico Lucano, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. L’arresto é avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica. La notizia ha creato grande scalpore, dal momento che Lucano è stato considerato a livello internazionale “sindaco modello” in fatto di accoglienza e integrazione dei migranti, osannato da Roberto Saviano e da una Rai che ha addirittura prodotto una fiction su di lui. Lo Speciale ne ha parlato con Francesca Totolo, esperta di immigrazione e collaboratrice de Il Primato Nazionale. 

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Il sindaco di Riace, simbolo dell’accoglienza. è agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e altri reati legati alla gestione dei rifiuti. Naturalmente le accuse dovranno ora essere dimostrate, ma stando a quanto rilevato dagli inquirenti, quanto è radicato il “sistema Riace” in Italia?

“Aspettiamo l’esito delle indagini su questa vicenda tutta da chiarire, ma posso dire che un certo sistema è molto radicato in Italia, basti pensare che la scorsa settimana sono stati indagati i rappresentanti di tre associazioni legate al mondo dell’accoglienza in provincia di Macerata, in seguito alla scoperta di buchi nei propri bilanci. Una di queste per altro è la cooperativa che aveva ospitato Oseghale, il nigeriamo accusato dell’omicidio di Pamela. Quindi si tratta di un problema molto diffuso, come dimostrato anche da un’inchiesta condotta circa un anno fa da Franco Bechis sui fatturati delle varie coop e associazioni che accolgono i migranti grazie al sistema Sprar del governo. Da quello che sta venendo fuori sembrerebbe emergere un malcostume diffuso. Da una parte ci sarebbero i 35 euro al giorno concessi dallo Stato per il mantenimento degli immigrati, e dall’altra tanti buchi neri sull’utilizzo effettivo di questi fondi, viste anche le condizioni degradanti in cui molti stranieri vengono fatti vivere”.

Nell’inchiesta sul sindaco di Riace cosa l’ha colpita di più?

“L’aspetto più inquietante sta nell’aver eletto questo sindaco ad eroe. Questa estate sono andati a Riace i vari Saviano e il sindaco di Barcellona Colau, tutte anime belle dell’accoglienza. Hanno elevato Lucano al rango di paladino dell’accoglienza, nonostante su di lui fossero già in corso altre indagini. Ma l’accoglienza non è una medaglia di merito, lo sarebbe se queste persone non fossero fatte partire, ma aiutate a favorire lo sviluppo del loro Paese. Fatico a comprendere questo fervore sull’integrazione quando questa è oggettivamente difficile da realizzare. Si può fare avendo risorse illimitate, altrimenti diventa quasi impossibile integrare. Uno Stato come l’Italia alle prese con una pesante crisi economica non può riuscirci. Tutti questi modelli di integrazione alla fine si riducono comunque ad accogliere, per poi il più delle volte sbattere i migranti sulle strade”.

Come spiega la levata di scudi dell’establishement rosso in favore del sindaco di Riace? Va bene la presunzione di innocenza, ma non si è sempre detto di rispettare il lavoro della magistratura?

“Queste persone agiscono sempre sulla base di due pesi e due misure. Quindi se la Procura di Agrigento indaga il ministro Salvini per la vicenda della nave Diciotti, allora è colpevole di sequestro di persona e di far annegare i bambini in mare senza ombra di dubbio, e guai a chi si permette di criticare i magistrati: invece il sindaco di Riace che per loro è un santo, va difeso a spada tratta perché innocente oltre ogni ragionevole dubbio. Io sono dell’idea che sia necessario essere sempre garantisti, non soltanto per determinate categorie di persone. Ora l’indagine su Lucano dovrà andare avanti, esistono delle intercettazioni in mano agli inquirenti. Vedremo cosa accadrà”.

Nelle carte dell’inchiesta il sindaco sarebbe accusato pure di aver combinato diversi matrimoni fra italiani e immigrati, vantandosi addirittura di questo. Se fosse vero, quanto sarebbe grave?

“Se fosse così avremmo scoperto che l’eroe eletto dai buonisti si sarebbe sentito addirittura in diritto di essere superiore alle leggi e gestire il suo Comune come fosse un piccolo regno. Se fossero confermate le accuse ci troveremmo di fronte a fatti molto gravi, non soltanto dal punto di vista legale, ma direi anche morale. Ma il danno sarebbe anche in termini economici, perché nel momento in cui l’italiana che viene fatta sposare ad un immigrato, magari in età avanzata, è già pensionata, i soldi della reversibilità andranno automaticamente allo straniero”.

Salvini ha twittato: “Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati”. Ha ragione? Non è questa anche una rivincita per chi, denunciando proprio il presunto business dell’accoglienza, si è sentito dare del razzista?

“Certo, quelli che certe “anime belle” definiscono fascisti, razzisti, xenofobi, sono gli stessi che da anni denunciano questo modello di accoglienza ai limiti della legalità, e oggi certamente si stanno prendendo la loro rivincita. Si ha come l’impressione che certe indagini siano state a lungo secretate prima dell’insediamento del nuovo governo per venire alla luce ora che il vento è cambiato. Alla fine chi ci rimette in tutto questo? I poveri italiani, ossia i poveri assoluti. Ci sono circa cinquemila italiani secondo le stime che non riescono ad arrivare a fine mese neanche per acquistare il cibo. Per questi i soldi non si trovano mai, mentre per uno straniero appena sbarcato sulle coste italiane, sono già pronti 35 euro al giorno. Non è una critica al migrante in quanto tale, ma a chi fino ad oggi ha gestito il sistema Sprar e l’accoglienza”.

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