Europa-Italia, incontro Tajani e Savona: cosa si sono detti

Politica

Un colloquio molto franco e cordiale, sono le prime parole che vengono scucite al presidente del Pe, Maurizio Tajani. Eppure il forzista ha confermato tutta la sua stima al ministro degli Affari Europei Paolo Savona incontrato a Strasburgo.

“Gli ho detto quello che pensavo sulla manovra economica. Ho espresso le mie preoccupazioni, con grande chiarezza e grande serenità”, ha detto Tajani. Ma il bilaterale non è stata solo l’occasione per un faccia a faccia politico, si è parlato anche delle proposte di riforma inviate da Savona alle istituzioni europee. “Proposte che ho apprezzato – ha aggiunto – e che tengo in grande considerazione perché ne condivido in gran parte i contenuti, sul ruolo del Parlamento europeo innanzitutto”.

Tajani poi è detto “lieto” per il fatto che Savona “guardi con attenzione anche alla possibilità di lavorare sul potere di iniziativa parlamentare del Parlamento” e ha annunciato che inviterà Savona alla Commissione Affari costituzionali del Parlamento, “che preparerà un documento prima del vertice in Romania, per ascoltare le proposte fatte dal ministro Savona e dal governo italiano”, tanto più che ha ribadito che l’Italia non intende uscire dall’euro.

Insomma, tutto bene quello che finisce bene? Ma neanche per sogno. Di tutt’altro tono la sintesi di Savona: “La tesi centrale è quella di passare da un sistema di governance a una politeia. Un’organizzazione del bene comune, può darsi che ce l’abbiamo già ma la gente la deve percepire con più chiarezza”. Questo prima dell’incontro col Presidente del Parlamento europeo, poi il ministro ha scherzato così: “Riguardo alle preoccupazioni, ho fatto il serbatoio, ho caricato l’acqua e la porterò a Roma”. Per Savona comunque è troppo presto ancora per parlare di “modifiche alla linea sul bilancio 2019 a fronte dei rilievi avanzati da Commissione e ministri finanziari europei”. Ma è chiaro che lo slogan di Tajani ‘meno assistenzialismo e più azioni per creare lavoro’, non è condiviso dal governo giallo-verde. 

Intanto il premier Conte lavorava a un altro vertice.. e a twittava: “Al lavoro per il cambiamento. Tutti insieme avanti determinati con gli impegni presi. La nostra manovra, per la prima volta, mette al centro i cittadini e fa il bene della gente” con la fotografia che raffigura lui, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, i sottosegretari all’economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti.

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