I mercati tifano Italia. Perché l’Unione Europea no?

Politica

Mercati altalenanti ma senza pregiudizi sulla prossima Manovra. Solo l’Unione Europea di Juncker e Moscovici, va allo scontro seguendo la linea del presidente della Commissione europea Juncker.

“Tra sei mesi l’Europa dei banchieri sarà finita” aveva detto il vicepremier leghista rispondendo alle accuse e agli indici puntati da parte di Bruxelles. E ieri ci ha pensato Luigi Di Maio, a sottolineare da dove provengono le resistenze a chi non vuole proprio capire.

“In questi giorni ho capito che i mercati vogliono molto più bene all’Italia di quanta ne voglia l’Unione Europea” ha detto a Potenza il leader M5S. “Per quanto mi riguarda, se l’Ue vuole parlare con noi, noi ci accampiamo a Bruxelles e dialoghiamo per quanto tempo vogliono loro, ma se c’è un pregiudizio non abbiamo speranze. Se allora – ha aggiunto – devo decidere tra gente che ha un pregiudizio sull’Italia e cittadini italiani, io scelgo sempre i cittadini italiani”.

Insomma una nuova stagione di austerità da far pagare agli italiani non sarà accettata e l’ultima sfida è lanciata e riguarda le prossime Europee.

E così il governo va avanti con il Bilancio e col suo deficit al 2,4 % del Pil. Quanto ad eventuali rimpasto, né Salvini ha intenzione di mollare per ora nonostante Forza Italia gli stia inviando inviti a mollare il porto insicuro dell’Alleanza, né sono previsti rimpasti: “Chiesi ad Alessandro Di Battista di fare il ministro, ma lui stava partendo e non volle. Né da parte mia, né da parte sua, c’è la volontà di sostituire alcun ministro. Nessun rimpasto”, ha fatto sapere Luigi Di Maio.

Non si torna indietro, è lo slogan che i leader giallo-verdi stanno portando avanti, anche ci sono degli “squali sentono il sangue e azzannano”.

E sul piano B, che vedrebbe Savona pronto a innescare un’eventuale uscita dall’euro o una seconda moneta da affiancare all’attuale euro, niente di vero. L’asse antipopulista, composto stranamente da Pd e Forza Italia, può scordarselo. 

Ed ecco il de profundis alla politica europea conosciuta fin qui, sempre da parte del vicepremier: “La Commissione europea? Tra qualche mese nessuno di questi soggetti farà più il commissario”. Il Fronte populista si sente forte, conscio delle sue responsabilità, tira dritto. Ce la faranno a inclinare l’attuale assetto della Ue? Presto sapremo se la profezia sarà realtà.

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