Salvini-Le Pen. Nel libro di Marine il futuro della Lega delle Leghe europee

Esteri Politica

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Nell’incontro di ieri presso l’Ugl, il passaggio dalla “fase 1” alla “fase 2” dei sovranisti europei è tutto in una parola: dal “fronte dei popoli”, delle identità, al “fronte della libertà”.

E’ chiaro che dentro questo termine, c’è il riferimento logico alle patrie, ad un’altra Europa (intesa come libera federazione di Stati nazionali indipendenti e sovrani), il riferimento ad una diversa politica su immigrazione, confini, economia e sicurezza. C’è il riferimento alle tradizioni. Ma quell’aggiunta (libertà) la dice lunga sulla strategia della “Lega delle Leghe” continentale a trazione salviniana, che passa dall’Ungheria, dall’Austria, dalla Germania, dalla Svezia, dalla Polonia, e arriva alla Francia e all’Italia. Nel solco di quello che hanno appena fatto gli inglesi con la Brexit. Fuori dalla Ue se la Ue non cambia.

Insomma, Matteo Salvini e Marine Le Pen hanno scritto un’altra pagina in questa nuova storia, in vista delle prossime elezioni europee.

Una strategia che mira ad assorbire i moderati di centro-destra italiani e francesi, cioè Fi e gollisti vari, seppellendo definitivamente le categorie destra-sinistra, sostituendole con “alto-basso”, popoli contro caste, e con sovranisti (o patrioti) – globalisti. Non è il Cavaliere che ha sempre insistito col termine libertà: Casa delle Libertà, Polo delle Libertà, Popolo delle Libertà? Chi vuole capire capisca.

Ma era tutto già stabilito tempo fa. E il merito non va unicamente a Salvini, in questo momento, sulla cresta dell’onda, ma a Marine Le Pen.
Il suo libro, che ho avuto l’onore di curare e tradurre nell’edizione italiana (Controcorrente, edizioni il Borghese), ha prefigurato lo scenario che oggi riportiamo come pura cronaca.

La nuova linea dei sovranisti europei è nel dna del nuovo Fronte nazionale che Marine ha spiegato nel testo.
Innanzitutto, lei ha portato il Fn “oltre la destra”, cominciando a polarizzare il confronto politico, appunto, tra patrioti e globalisti, nazionalisti e mondialisti, molto tempo fa. La sua nuova “casa repubblicana” ha avuto come scopo quello di inglobare i voti dei gollisti-moderati, allora guidati da Sarkozy. E si è visto alle scorse elezioni, il Fn è il primo partito francese. Poi, ha recuperato la concezione pubblica e sociale dello Stato nazionale, laddove il padre, Jean Marie, era troppo liberista. Un partito egemone sui temi e non sulla geografia (lo schieramento). Esattamente come la Lega, vincente sui temi (sicurezza, immigrazione, economia, giustizia, Europa) e indifferente ai giochi bipolari.

E sulla Ue, leggere per credere: “La Ue – ha scritto Marine – è in realtà l’Unione Sovietica europea. Bisogna ricominciare tutto. Io combatto la Ue, le sue politiche, la sua architettura, il suo dna, i suoi progetti. La Ue è una struttura totalitaria. I popoli vivono meglio se possono difendere la loro sovranità, la loro originalità e originarietà. Cioè, il loro spazio geografico, storico, il loro luogo decisionale. Non accostiamo, come pensano di fare gli Usa, società multiculturale e multirazziale, perché è un falso: gli Usa sono multirazziali ma con una cultura unica. Esattamente come la Francia di prima. Gli immigrati amavano la nostra cultura, l’inclusione. Oggi non è più così. Sono nate tante comunità indipendenti dalla Francia e dentro la Francia. Noi ci battiamo contro la Ue dei banchieri, dei finanzieri, delle lobby. Una battaglia che riprenderemo con forza sarà l’indizione di un referendum per uscire dall’euro, dalla dittatura del Fmi e della Bce”.

Concetti estremamente chiari, proclamati urbi et orbi nel 2011. Sette anni fa. Ben prima della virata lepenista di Salvini e della crescita esponenziale della Lega. Quando il Carroccio era ancora regionalizzato, padano e federalista.
L’Europa del futuro, quindi, come da nero su bianco del libro, sarà altro o, dubbio amletico, per suggellare l’anti-Ue occorrerà uscire dall’Euro?
Il libro della Le Pen potrebbe essere qualcosa di profetico. Molto più di un semplice programma o di un percorso raccontato per addetti ai lavori e per i militanti.

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