Spread sopra 300. Chi fa la guerra del terrore e quella del complotto?

Politica

Da una parte il “partito del terrore”, dall’altra il “partito del complotto”.
E in mezzo, l’Italia e la gente che non sa più se avere lo spread a 300 punti, se la Borsa italiana è colata a picco (-2,4%), con quasi 15 miliardi di capitalizzazione bruciati, sia un male o un bene.
Oggetto del contendere, ovviamente, la Manovra, annunciata da un Def che può essere anche ritoccato, ma che al momento sta facendo scoppiare un’autentica guerra. Di “secessione”. Dell’Italia dall’Europa.

Come finirà? Vinceranno gli eurocrati, Juncker, Moscovici, la Merkel, gli speculatori, i rigoristi, i mistici del mercato, le lobby chi hanno preteso il nostro pareggio di bilancio in Costituzione, con relativa approvazione del fiscal compact (vincoli che ci legano alla dittatura del deficit-pil che non può essere sforato)? O vinceranno i populisti, i sovranisti, alfieri di una nuova Europa, basata su Stati indipendenti e sovrani, anche dal punto di vista economico e monetario?

E’ una partita drammatica che non farà feriti, solo morti. Specialmente nei periodi di transizione come questo, dove la competizione tra i due fronti (sovranisti vs europeisti) è al culmine.
Per ora sta prevalendo un lessico ipocrita e da mediazione, di attesa, ma gli esperti ritengono che sia solo la preparazione per la guerra.

Scontro che sarà ufficialmente dichiarato alla vigilia delle prossime elezioni europee. Globalisti contro la Lega delle Leghe, che ieri a Roma, con l’incontro tra Salvini e la Le Pen, ha vissuto un altro momento costituente.

Il ministro degli Affari Europei Paolo Savona, storicamente un falco anti-euro, da un po’ si sta ritagliando un ruolo di pompiere. Ieri ha detto, gettando acqua sul fuoco, che la Manovra è “corretta, cauta, moderata”. Una rassicurazione che non ha convinto nessuno a Bruxelles. E poi, infatti ha subito rilanciato: “Sui deficit la Ue tiene il pilota automatico. Ma se va contro un iceberg, che fa, tiene sempre il pilota automatico?”. Intendendo la farsa di una economia continentale che non può essere più ingessata da parametri superati. E infine, è uscito allo scoperto: “Se l’Europa si mette di traverso sul Def, deciderà il popolo”. Semplice e spietata formula populista.

Infine, il Corriere della sera, in un articolo ironico, ha ricostruito tutto il lessico complottista dei grillini e dei leghisti. A cominciare dallo spread, che Salvini e Di Maio ritengono essere una manovra, questa sì, degli speculatori per comprarsi in saldo le aziende italiane.

Paradosso: ma non è lo stesso giornale che esalta quotidianamente il mercato unico, le regole dell’economia, la globalizzazione, con articoli di economisti, intellettuali e studiosi nazionali e internazionali? Perché si rifiuta di vedere i frutti naturali, proprio del mercato unico, della globalizzazione? Ossia, la speculazione, come legge obbligata del profitto, del capitalismo apolide e di un mercato senza regole e limiti statali.

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