Authority “indipendenti”. Tra Mattarella e Salvini, spunta l’ironia

Politica

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Una cosa è certa, ormai governo e Colle si prendono letteralmente in giro. Un confronto-scontro che ha toccato vari livelli, dalla moral suasion, dalla bacchettata, alla bocciatura, fino alle battute e al silenzio.

Ieri il capo dello Stato si è prodigato in una lunga e pedagogica lezione, anzi prolusione, davanti agli studenti. Come fa da un po’, ha approfittato degli appuntamenti rituali, per sciorinare considerazioni che hanno tutte le stesso sapore. Formalmente ineccepibili, sostanzialmente politiche.

Contro l’esecutivo. E stavolta, il governo, nella persona del vicepremier Salvini, sempre al centro del mirino (per le sue posizioni di rottura su immigrazione, sicurezza, Europa), non ha reagito stizzito o polemico a mezzo stampa, ma ha fatto ricorso all’ironia: “Bellissime parole” (senza entrare nel merito dei contenuti). L’elogio del silenzio, invece, è stata prerogativa del ministro Savona (“meno parlo meglio è”), un altro delegittimato dal Quirinale, al tempo del Conte-1, quando sul suo nome si è consumato un pericoloso braccio di ferro istituzionale tra sovranisti, euroscettici (almeno nei desiderata del programmi di Lega e 5Stelle), e lo stesso Sergio Mattarella.

Cosa ha detto il presidente nella sua lezione di diritto costituzionale ai novizi della politica? Ripetiamo, parole istituzionalmente corrette: “C’è un sistema che si articola nella divisione dei poteri, nella previsioni di autorità indipendenti, autorità che non dipendono da organi politici, ma che dovendo governare aspetti tecnici, li governano prescindendo dalla scelte a garanzia di tutti”.

Ma se si evidenziano le parole-chiave, emerge la sua visione politica: proprio nel momento di maggiore frizione sui numeri del governo relativi alla Manovra e Istat, Inps, Commissione bilancio, Bankitalia, guarda caso il capo dello Stato richiama il principio delle autorità indipendenti, che sono a garanzia di tutti e non dipendono da organi politici. Ma sono autorità indipendenti? E pur non dipendendo da organi politici, è vero o no che i suoi dirigenti sono stati eletti in quanto graditi ai partiti? E si dice una bugia quando si afferma che molti di questi dirigenti sono espressione dei vecchi governi di centro-sinistra e quindi, pregiudizialmente ostili sul piano ideologico al nuovo governo gialloverde? E infine, queste authority sono a garanzia di tutti o di pochi (le vecchie caste)? Dubbi perfino banali.

Il tema è irrisolvibile. Da una parte le regole dello Stato di diritto e dall’altra, le interpretazioni. E Mattarella gongola. Ormai è lui la vera opposizione gentile a Palazzo Chigi, vista la debolezza politica del centro sinistra. Anche se si è definito “il garante del buon funzionamento del sistema”.

Ma quale sistema?

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