“L’Italia cambia marcia, ho parlato con la Merkel”: il Conte pensiero sulla Manovra

Politica

“L’Italia cambia marcia”, “ho parlato con la cancelliera Merkel”, “bilaterali per spiegare all’Europa” la manovra. E’ in sintesi il discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Milano ieri per l’inaugurazione della scuola di formazione politica della Lega, che ha giustificato la telefonata con la leader tedesca, dicendo che è “portatrice di grande esperienza politica”.

Quel che resta sul piatto, e pare che ci sia condivisione, è un bilaterale prima del vertice europeo, che poi verrà fatto anche con Macron e altri leader. 

Per Conte “la legge di bilancio vuole rassicurare l’Unione Europea e i mercati nella misura in cui avremo deliberato quei provvedimenti che ci consentiranno un attimo dopo di sederci attorno a un tavolo e di interloquire con le istituzioni europee”. Ai giornalisti che gli hanno chiesto di anticipare con un titolo il documento programmatico che andrà a presentare all’Unione Europea per la legge di bilancio ha risposto che così. Difficile strappare altre considerazioni al premier, se non una serie di dichiarazioni precise e studiate nel minimo dettaglio.

Sulla manovra economica, a partire dalla pace fiscale “dobbiamo trovare assolutamente” un punto di equilibrio ha poi aggiunto Conte, “altrimenti poi non potremmo definire e deliberare provvedimenti importanti, sia per quanto riguarda il decreto fiscale sia il disegno di legge sul bilancio”.

Poi l’annuncio di un pre-Consiglio con i ministri a Roma. Serve coordinamento e servono idee chiare e passi certi, rimanendo chiaro un concetto, che “sulla pressione fiscale c’è da lavorare” ancora. Quanto al reddito di cittadinanza, ci sarà. D’altronde, ecco il colpo da maestro, il governo ha studiato proprio il sistema tedesco e al primo mio incontro con Merkel, Conte chiese subito di approfondire il sistema sui diritti di recupero al lavoro e all’occupazione.

Insomma cittadini state tranquilli, è il messaggio finale. Sono riforme di cui avete bisogno e che sono state chieste, e sono in arrivo. Nessuno fermerà il governo del cambiamento.

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