Voto, Baviera come l’Italia. La destra da moderata diventa populista

Politica

I media internazionali e nazionali organici al pensiero unico, hanno fotografato i risultati delle elezioni bavaresi, ovviamente alla luce dei loro schemi. Superati e di convenienza. E in ogni titolo di giornale e apertura tv, hanno campeggiato concetti come “gli alleati della Merkel, cioè i cristiano-sociali, sconfitti, in caduta libera”.

E le trasmissioni della Rai e non solo, hanno osannato l’avanzata dei Verdi (17,6%), come simbolo della ripartenza europea anti-populismo. Ricetta che subito hanno utilizzato per sperare in una rinascita anche italiana della sinistra.

E avendo pompato a dismisura lo “spettro di Hitler”, che torna ovunque, il successo di AfD, Alternativa per la Germania, partito vicino a Salvini, che da zero seggi è passato al 10,3% dei consensi, visto che non ha prevalso su tutti, è stato considerato invece, come insuccesso: “L’estrema destra, xenofoba non sfonda”.

La verità, invece, come al solito, è un’altra. E bisogna raccontarla a mente fredda.
Il “terremoto bavarese” è tutta una fiction. In realtà la Baviera è completamente a destra. E’ vero che la Csu ha perso dieci punti (dal 47,2% delle scorse elezioni al 37,2%), ma questi dieci punti sono stati recuperati appunto, da AfD (col suo 10,3%). Inoltre, se aggiungiamo i voti dei conservatori del Fw (11,8%), il totale fa 59,2% cioè, la maggioranza assoluta dei bavaresi.

Quindi, lo scossone, il rimescolamento, lo stravolgimento, è interno alla destra. Dove, al posto di un fronte conservatore storico e classico, che comunque ha tenuto e che ha pagato certamente lo scontro con la Merkel su temi come l’immigrazione e la sicurezza, si sta facendo largo, come in Italia, un collante più populista e sovranista. Da noi infatti, ciò che resta dello schieramento berlusconiano e berlusconizzato (Fi, Fdi), è ormai a trazione leghista. Nella definizione delle nuove categorie che sono “alto-basso”, popoli contro caste, identità contro globalizzazione, sovranità politica contro economia finanziaria.

Non a caso Salvini ha esultato: “Addio al vecchio sistema”. Con buona pace dei dem nostrani che confidano in un fenomeno verde pure in Italia, e non vedono ad esempio, il crollo vero del partito social-democratico, sceso dal 20,5% al 9,7%. Un po’ come il Pd, sceso dal 40% all’attuale 17%.

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