Di Maio e la manina, Di Stefano (Casapound): “Sto con lui. Vicenda oscura, da chiarire”

Interviste

Rispunta la manina manipolatrice che cambierebbe le carte in tavola, modificando i provvedimenti del governo dopo essere stati approvati dal Consiglio dei Ministri e prima di arrivare al Quirinale. L’accusa, ancora una volta, arriva direttamente dal vicepremier Luigi Di Maio seduto sulla poltrona di Porta a Porta. Sotto accusa stavolta è finita la cosiddetta pace fiscale. Secondo il leader pentastellato il testo del Decreto fiscale inviato al Colle non sarebbe quello approvato dal governo. “All’articolo 9 del decreto fiscale – ha detto Di Maio – c’è una parte che non avevamo concordato nel Consiglio dei ministri. Una sorta di scudo fiscale per i capitali all’estero e una non punibilità per chi evade. In Parlamento questo testo non lo votiamo, questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi. Non so se è stata una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita una denuncia alla Procura della Repubblica perchè non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato”. Dal Colle hanno poi fatto sapere che in realtà il testo non sarebbe mai arrivato sul tavolo di Mattarella. mentre dagli uffici di Palazzo Chigi e dei ministeri coinvolti sono state escluse modifiche. Lo Speciale ne ha parlato con il segretario nazionale di CasaPound Simone Di Stefano.

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Cosa pensa della polemica innescata dal ministro Di Maio sulla manina che avrebbe manipolato il Decreto Fiscale?

“Non so se sia vero o meno che c’è stata questa manina, ma non lo escluderei. Credo che non sia un mistero per nessuno che spesso e volentieri ci sono nell’apparato dello Stato dei funzionari che non rispondono propriamente al governo. Mi pare poi che nei confronti di questo esecutivo da parte della burocrazia statale vi siano un pregiudizio e un’ostilità ancora maggiori. Va detto però che il governo avrebbe il dovere di neutralizzarli. Se Di Maio sospetta che possa essere avvenuta una cosa del genere ha fatto bene a denunciarla. Speriamo si trovino anche gli eventuali responsabili. Lo Stato profondo esiste, non è un’invenzione”.

C’è chi ha visto dietro questo attacco del vicepremier un modo per prendere le distanze da un provvedimento, come la pace fiscale, che starebbe costando molto in termini di immagine al M5S. Lo crede possibile?

“Non ho modo di dubitare di quanto ha detto Di Maio e credo vada fatta chiarezza su questa questione arrivando fino in fondo. Poi certo, è vero che in questo momento il M5S è sotto attacco da parte dei media che stanno concedendo molta più visibilità a Salvini, come dimostrano anche i sondaggi che danno la Lega in netto aumento rispetto ai pentastellati. Ci può stare che Di Maio abbia approfittato di questa situazione per recuperare una visibilità mediatica, ma non credo che la sua accusa sia campata in aria”.

Eppure a sentire i principali commentatori la manovra economica sarebbe molto più sbilanciata in favore del M5S che della Lega. Non è così?

“Secondo me non ha vinto nessuno, né la Lega, nè il M5S perché gli elettori si attendevano molto di più. Alla fine quanto messo in campo non si concretizzerà certo con quella rivoluzione da tutti annunciata. Il governo oggi ci dice che è necessario procedere a piccoli passi perché non è possibile andare oltre, almeno fino a maggio, quando poi ci saranno le elezioni europee e a Bruxelles cambierà tutto. Il fatto è che gli italiani vogliono risultati subito e a maggio rischiano di andare alle urne molto scontenti. Sono state accese molte aspettative che temo resteranno deluse. Un conto sono i provvedimenti scritti, un altro la loro concreta attuazione. Il giudizio degli elettori verterà su questo”. 

L’Europa boccerà la manovra come già annunciato dal commissario europeo al bilancio comunitario Oettinger?

Stupidamente penso che la bocceranno e dico stupidantemente perché cadranno con tutte le scarpe nelle strategia del governo che potrà sfruttare la bocciatura a proprio vantaggio. Questo perché comunque la si pensi la manovra rispetta i trattati, visto che si mantiene molto al di sotto del parametro del 3% del rapporto deficit-pil. Nonostante questo, nonostante la collaborazione dimostrata e i ritocchi messi in atto per venire incontro all’Europa, bocciare la manovra agli occhi dell’opinione pubblica significherà voler colpire a tutti i costi l’Italia per motivazioni di ordine politico. Più si stringeranno contro il governo italiano, più gli costerà caro, visto che Lega ed M5S potranno dimostrare di subire un pregiudizio da parte della Commissione europea. Quindi stando così le cose, da una parte prevedo che stupidamente la bocceranno, e dall’altro mi auguro che lo facciano”.

Non si ha come la sensazione che l’Italia sia oggi la nuova Grecia e che si punti a colpirla per educare tutti gli altri?

L’Italia non è la Grecia il cui pil è pari a quello della Provincia di Varese. Noi non produciamo solo olive, pomodori o formaggi. L’Italia è un grande Paese industriale, quindi pensare di colpirla per dare l’esempio significa far male i conti. Resto dell’idea che la bocciatura della manovra rientri in una precisa strategia del governo italiano ed è stato lo stesso Di Maio in tv a dire che tutto sommato anche lui se lo augura. Non so quanto la Commissione europea sia effettivamente disposta ad avvallare il gioco, ma certamente non siamo davanti a dei geni come si è visto in tutti questi anni. Pensare di trattare l’Italia come la Grecia è assurdo. L’unico modo che hanno per metterci seriamente in difficoltà è quello di dire alla Banca centrale di non acquistare più i nostri titoli di debito e farci fallire. A quel punto o ci mettiamo a stampare moneta nazionale con la nostra banca centrale e non andiamo in default, oppure troviamo un partner extra europeo pronto ad acquistare i nostri titoli di Stato. Non a caso gli Usa si sono già proposti in tal senso. Noi siamo naturalmente per la prima soluzione”. 

 

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