Desirée, nessuno la dimentica. Fiaccolata e politica in campo

Politica

Come per Pamela, anche per Desirée la solidarietà è unanime. A Roma, nel discusso e ormai difficile quartiere di San Lorenzo, è partita ieri sera da Via dei Lucani la fiaccolata organizzata da cittadini e comitato di quartiere “per testimoniare vicinanza alla famiglia” della 16enne Desirée.

“Siamo tutti uniti in un’unica voce di dolore, che ha coeso una comunità che non è e non sarà mai indifferente”, ha detto il Comitato. Ieri è stato anche scoperto che uno dei tre uomini fermati a Roma per la morte della giovanissima era nell’ex fabbrica di Penicillina su via Tiburtina, a San Basilio, poco lontano dall’aula bunker del carcere di Rebibbia.

Anche quello stabile rientra nella lista di immobili che dovrebbero essere sgomberati nelle prossime settimane, così come deciso ieri nel Comitato per l’ordine pubblico al quale ha partecipato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Gli altri stranieri fermati sono stati presi dalla polizia nelle zone del Pigneto e Verano, poco distanti dallo stabile abbandonato dove Desiree ha perso la vita.

Ma se la cittadinanza è unita, e le forza dell’ordine lavorano assiduamente, la politica fa il suo mestiere. Per esempio, nel decreto sicurezza e immigrazione è scomparsa la storica battaglia della Destra e della Lega sulla castrazione chimica per gli stupratori ed i pedofili recidivi” sottolinea la senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santachè. Gli risponde indirettamente Matteo Salvini: “Fosse per me castrazione chimica per gli stupratori. Un po’ di carcere in Italia, ma le carceri in Nigeria, in Senegal, in Congo o in altri Paesi penso siano un tantinello più duri. A me non dispiacerebbe che tornassero anche da dove sono arrivati”.

Per il ministro dell’interno lo stupro vale l’omicidio: “Lo stupro di uno che ha abusato della buona fede del mio Paese vale doppio”. Insomma, il pugno duro rimane.

Su una cosa sono tutti d’accordo: basta alle troppe zone abbandonate a se stesse da nord a sud, a prescindere che si tratti di periferie, centri delle nostre città, scuole o quartieri della movida. Roma deve tornare libera dai ghetti, dal disagio sociale, dal degrado morale e materiale.

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