Spread. La moltiplicazione dei pani politici e dei pesci economici della casta padrona

Politica

Alla fine il mistero dello spread è stato svelato agli italiani, da uno che se ne intende: Beppe Ghisolfi, uomo di banca, esperto di economia e finanza.
Durante un acceso dibattito alla trasmissione “Agorà” è stato chiaro e ha ammesso: “Con lo spread ci guadagnano i ricchi e ci perdono i poveri”. Una considerazione apparentemente normale, scontata, “liberista”, che nasconde un giochetto naturale: con lo spread ci giocano (la borsa) i ricchi, la casta a 360 gradi, tutti coloro che hanno la possibilità di vendere, comprare, spostare capitali. Penalizzati invece, sono i poveri, i miseri correntisti, inchiodati ai loro angusti conti-correnti.

Ecco la verità. Il famoso differenziale tra i titoli di Stato tedeschi e quelli italiani che fece cadere a suo tempo, Berlusconi, spianando la strada all’esperto, al tecnico, al rigorista (amico della Merkel), Mario Monti, e che stava compromettendo (e rischia di compromettere ancora) la strada al neonato governo Conte, ad esempio sulla Manovra non gradita alla Ue, in realtà è una scatola dalle mille sfaccettature e dai mille usi.
Fa guadagnare i ricchi e fa impoverire i già poveri?

Ricostruiamo quindi (adesso è più facile comprendere), la strategia dell’opposizione istituzionale, filo-Bruxelles, opposizione politica (a guida Pd), e mediatica (i giornali espressione dei poteri forti), che si sono impegnati, e si impegnano, a spaventare i cittadini. Stiamo parlando delle dichiarazioni collettive contro il populismo del governo, concentrate sulla sua incompetenza, le sue idee e decisioni “eversive”, tipo la sovranità nazionale, l’uscita dall’euro, lo sforamento del debito pubblico, le scelte (reddito di cittadinanza, flat tax, superamento della Fornero). Tutte cose che inquietano il dio-mercato, e quindi la borsa e lo spread che si agitano, mettendo in difficoltà conti correnti e risparmi.
Terrorismo mediatico, politico con ricadute economiche? Un modo sicuro per dissuadere milioni di cittadini che lo scorso 4 marzo hanno votato per la volta. Se non si possono sconfiggere le idee, come noto, basta toccare il portafoglio degli italiani, e la cosa è fatta.

Ma l’affermazione di Ghisolfi inverte il senso. Impone una riflessione. Se a guadagnarci sono i ricchi, i potenti, gli speculatori, vuol dire che lo spread conviene, almeno a qualcuno. A chi comanda davvero. E allora le caste conservatrici “anti-governo-Conte”, in questo modo ottengono due risultati: fanno la loro parte politica, opponendosi a Di Maio e Salvini, mettendo paura agli italiani, e nello stesso tempo si arricchiscono.
E’ la moltiplicazione dei pani e dei pesci della casta padrona.

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