Governo, Rinaldi: “In troppi tifano crisi. Lega ed M5S ‘costretti’ a governare”

Interviste

La Lega ha incassato il sì del Senato al Decreto Sicurezza con il ricorso al voto di fiducia. Non sono però mancate le defezioni nel M5S, seppur ridotte a soli cinque senatori che non hanno partecipato alla votazione. I pentastellati dal canto loro hanno ottenuto il via libera alla norma sulla prescrizione che sarà approvata con il Decreto anticorruzione ma entrerà in vigore fra un anno e sarà inserita all’interno di una più ampia riforma del sistema penale. Alla fine dunque il governo sembra nuovamente in salvo. Eppure appare chiaro a tutti come la Lega sia sempre più la forza che in questo momento sta dirigendo il gioco, portando a casa risultati concreti e costringendo l’alleato a soccombere. Quanto reggerà questa situazione? Lo Speciale ne ha parlato con l’economista Antonio Maria Rinaldi animatore del sito Scenari Economici. 

La Lega ha incassato il sì al Decreto Sicurezza e Salvini esulta. Il M5S ha subito una piccola emorragia interna e sulla prescrizione ha ottenuto un via libera legato però ad uno slittamento dei tempi? Il voto di fiduicia da questo punto di vista non è stato un segnale di debolezza?

Mi pare che tutti gli allarmi legati a possibili crisi di governo siano stati ispirati in gran parte dalla volontà di chi tende ad indebolirlo. Sono quindi il frutto di desideri di soggetti esterni, più che reali problemi della maggioranza giallo-verde. Quando sulla stampa si leggono notizie di tensioni o di crisi all’orizzonte, secondo me si tratta soltanto delle speranze di chi le diffonde. Sono convinto che la Lega e il M5S siano condannati a governare insieme anche perché non esiste un’alternativa. L’opposizione non c’è, se non a livello di Commissione europea, retta da due gruppi, il Ppe e il Pse, cui sono legati i due principali partiti che non governano, ossia Forza Italia e il Partito Democratico. Non dessendo loro in grado loro di fare opposizione la lasciano fare ai commissari europei”.

Però il malumore nel M5S c’è stato, cinque senatori hanno dato forfait sul voto di fiducia. E Salvini sul Decreto Sicurezza continua a parlare in prima persona come si trattasse di un risultato soltanto della Lega. Questi non sono comunque segnali di uno scollamento?

Cinque dissidenti non mi pare possano fare notizia su un gruppo composto da oltre cento parlamentari come quello del M5S. Mi sembra che gli altri partiti da questo punto di vista siano messi molto peggio, ad iniziare dal Pd alle prese con una lotta per la segreteria senza esclusione di colpi. Del resto anche sulla prescrizione, al di là dei distinguo, alla fine la sintesi si è trovata”.

Quanto è importante in questo momento che il Governo si mostri unito?

“Direi che è fondamentale, ma sulle linee essenziali pare che non vi siano dubbi in tal senso. Il Governo è unito al di là degli scenari apocalittici disegnati da più parti. Il Decreto Sicurezza alla fine è passato senza difficoltà e senza neanche bisogno dell’appoggio di forze esterne alla maggioranza come si era ipotizzato in un primo momento. Del resto il voto di fiducia da questo punto di vista è la migliore dimostrazione della tenuta di un governo e della sua maggioranza”.

Le elezioni americane, con il successo dei Democratici alla Camera, potrebbero in qualche modo influire sul voto europeo e contenere l’ondata sovranista, così come due anni fa la vittoria di Trump l’aveva favorita?

Storicamente le elezioni di medio termine negli Stati Uniti non hanno mai sorriso all’amministrazione in carica, anche se poi, due anni dopo, il presidente uscente è stato riconfermato. Mi pare comunque che all’interno del fronte democratico statunitense vi siano forti contrasti sulla leadership, con Nancy Pelosi che difficilmente guiderà la delegazione. I risultati economici fino ad ora conseguiti dall’Amministrazione Trump mi sembrano piuttosto tangibili in termini di crescita e di contrasto alla disoccupazione, e questo senza dubbio spiega perché comunque il Presidente ha mantenuto il suo consenso incrementando i seggi senatoriali. Certo, le elezioni Usa hanno sempre indirizzato il voto in Italia e in Europa ma non credo che da noi i sovranisti potranno essere offuscati dal fatto che i dem hanno riconquistato la Camera americana. Anche perché non dimentichiamo che i migliori propagandisti del sovranismo in Italia sono quelli che stanno nella Commissione europea e che quotidianamente ci attaccano. La migliore campagna elettorale per i sovranisti la stanno facendo proprio i vari Juncker e Moscovici”. 

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