Manovra bocciata, avverte Rinaldi: “Ora si aprono scenari molto incerti”

Interviste

La Commissione europea ha definitivamente rigettato il documento programmatico di bilancio del governo italiano per il 2019. Adesso, dopo lo stop ufficiale da parte della Commissione, il caso passa nelle mani dell’Ecofin che di fatto dovrà poi dare il suo voto favorevole per l’avvio della procedura di infrazione. La riunione dovrebbe tenersi tra l’inizio di dicembre o la fine di gennaio. Andiamo a vedere con l’economista Antonio Maria Rinaldi, docente di Economia alla Link Campus University e animatore del sito Scenari Economici, cosa potrà accadere ora in concreto e quali rischi corre il nostro Paese. Con un occhio particolare ai risparmi degli italiani.

Cosa accadrà adesso con la bocciatura definitiva della manovra da parte della Commissione europea?

Ora partirà un iter molto lungo, se ne riparlerà a gennaio. Ci dovrà essere anche la valutazione dell’Ecofin e si entrerà nel ginepraio delle procedure, delle carte, delle negoziazioni, dei giochi delle parti”.

A questo punto prevede che la manovra dovrà essere in qualche modo modificata per scongiurare il peggio?

“Ne dubito, anche perché nessuno dice che pure la Spagna sta entrando nella procedura d’infrazione per deficit. Non si sta facendo tutta l’enfasi riservata all’Italia. Poi sarà interessante vedere cosa farà la Francia. Ha annunciato che farà un deficit del 2,8% ma sappiamo già che sarà abbondantemente sopra il 3%. Vedremo in quell’occasione come si comporterà la Commissione europea”.

Ci sono ancora margini per scongiurare la procedura d’infrazione e se sì, quali?

Storicamente queste procedure sono state sempre diluite nel tempo, ci sono state negoziazioni, mediazioni, aggiustamenti. Questa volta è sicuramente irrituale il modo in cui si è proceduto nei confronti dell’Italia, perché per la prima volta si mette in atto una procedura sulla base di ciò che potrebbe verificarsi in futuro. In pratica a Bruxelles hanno già stabilito che questa manovra non produrrà crescita e quindi danno per contato che non si procederà sul percorso di riduzione del debito. Poiché sappiamo che tutti gli organismi internazionali hanno sempre disatteso, anche con ampi margini le previsioni, dovrebbero quanto meno attendere che certi scenari si realizzino davvero. Badi bene che applicando questo meccanismo preventivo la Commissione europea rischia di aprire dei pericolosissimi percorsi futuri nei confronti di altri Paesi visto che l’andamento macro economico continentale sta perdendo colpi”.

Cosa comporterebbe in concreto la procedura d’infrazione?

Difficile dirlo. Per la prima volta si sta cercando di aprire una procedura per deficit eccessivo ed incremento del debito mai applicata dal 2013 , ossia dal momento in cui questa modalità è stata introdotta. Quindi dovremo vedere quale tipo di percorso vorranno intraprendere. Quello delle correzioni di deficit che vanno ad influire su una riduzione del debito? Sarebbe interessante capirlo. Se questo tipo di manovra proposta dal Governo italiano, che va contro i dettami finora alla base delle raccomandazioni della Commissione, non va bene, quale sarebbe la ricetta proposta dalla Ue per non incorrere nella procedura d’infrazione? Questo il problema. Cosa dovremmo fare? Forse mantenere la Fornero e magari irrigidirla ancora? Aumentare il carico fiscale? Vendere il patrimonio pubblico compresi asset strategici in stile Grecia? Oppure licenziare una certa percentuale di dipendenti pubblici come avvenuto ad Atene? Se questa è l’alternativa per poter stare dietro ai numeretti in punta di matita, poi saranno gli elettori a decidere il da fare”.

La paura più grande degli italiani è vedere a rischio i risparmi. Quanto è alto a questo punto il pericolo di un assalto ai conti correnti e ai patrimoni?

Se Monti, persona completamente allineata ai voleri della Troika e del tutto organico ad essa, ha dato ampie garanzie per la tenuta del Paese nonostante lo spread fosse tornato nell’estate del 2012 a quota 538, molto probabilmente non ci dovrebbero essere rischi nemmeno oggi con lo spread sopra trecento. Di una cosa possiamo però essere certi. Oggi lo spread è molto condizionato dalla fine del quantitative easing (ossia il soccorso della Banca Centrale europea con l’acquisto dei titoli di stato ndr.) e da una generale tendenza al rialzo dei tassi. Sono convinto che la Bce dopo la fine del quantitative easing saprà comunque intervenire in altra maniera a sostegno dei debiti sovrani”.

Prelievi forzosi ai conti correnti e patrimoniali sono da temere?

Questa è la speranza dei tedeschi che hanno già detto che l’Italia dovrebbe mettere in atto una patrimoniale, sperando forse di vedere il patrimonio immobiliare ulteriormente depauperato per poter poi fare shopping da noi a prezzi migliori”.

Silvio Berlusconi ha detto che, così come il medico non è responsabile della malattia, allo stesso modo l’Europa non ha colpe per la bocciatura della manovra. Come risponde?

“Rispondo che sbaglia, perché se ci troviamo in questa situazione è perché abbiamo sempre seguito le indicazioni della Ue. Le manovre sono sempre andate verso un certo tipo di impostazione. Questo sta a testimoniare che l’Europa ha enormi colpe e commette un gravissimo errore di fondo; quello di imporre regole uguali per tutti, quando invece le economie dei singoli Paesi sono sostanzialmente diverse. Quindi non si può omogeneizzare tutto con lo stampino, è necessario tenere conto delle singole esigenze. Noi siamo entrati nell’avventura della moneta unica con un rapporto deficit-pil notevolmente elevato e ci siamo sempre trovati nella necessità di cercare, attraverso avanzi primari molto penalizzanti, di rientrare in quei parametri, sapendo perfettamente che non ci saremmo mai riusciti. Se i nostri bravi negoziatori sin dai tempi di Maastricht avessero capito in quale vicolo cieco ci saremmo infilati, avrebbero chiesto forse dei parametri diversi. Con un po’ di lungimiranza in più avrebbero per esempio inserito anche i debiti privati e a quel punto l’Italia sarebbe fra i Paesi più virtuosi, molto più di quelli che gridano oggi contro di noi. Senza considerare che i debiti privati sono stati la causa dell’esplosione dei debiti pubblici visto che questi sono andati in soccorso dei danni provocati dai primi”.

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