Manovra. Juncker e Conte: parola d’ordine, non perdere la faccia

Politica

Sarà l’effetto-cena scaturito dall’incontro tra Conte e Juncker o la ragionevolezza che torna sovrana, una cosa è certa: adesso “l’opzione-Savona” sembra affermarsi presso il governo e la sua maggioranza.

Ossia, l’ipotesi di una riformulazione della Manovra (allungando i tempi di alcuni provvedimenti, anticipandone altri più rigoristi che non sforino il debito); una riformulazione per salvare capra e cavoli. Capra populista e cavoli di Bruxelles.
Junker, questa è la verità, teme che le scelte economiche italiane possano fare da pericoloso precedente per tutto l’impianto della Ue, ed essere seguite da altri governi di stampo populista. E pur, da pensionando, in vista delle prossime elezioni, non può rischiare un sommovimento istituzionale che porterebbe, qualora i populisti avanzassero grazie al voto, a sfasciare tutto, moltiplicando le Brexit a 360 gradi.
Mentre Conte, deve tenere a bada l’inquietudine di Savona, l’enfasi aggressiva di Salvini e la rigidità ideologica di Di Maio. Tutti atteggiamenti giustificati dal 4 marzo, ma che alla lunga, si stanno dimostrando negativi per la prassi di governo.
E forse questo i protagonisti della vicenda sembrano averlo colto e capito. Le loro dichiarazioni da qualche ora, volgono alla bonaccia.

Sono diventati tutti come Tria, moderati nei toni, fermi nei contenuti, confidando in un dialogo che non si è mai interrotto, grazie alla leadership accattivante del premier, che da mesi è passato da semplice notaio ad arbitro efficace.
Salvini ieri, ha ammesso che non è questione di decimali (“nessuno si attacca al 2,4%), ma di sostanza. Un segnale evidente di armistizio in vista di ulteriori sviluppi.
Roma e Bruxelles sono più vicine? Dipende cosa si intende per vicine. Macron, la Merkel e Juncker sono interessati ad addomesticare il primo governo populista della storia italiana. Il governo Conte, dal canto suo, è interessato a non perdere la faccia con i propri elettori, salvando però i conti dei risparmiatori.
Un bel rebus.

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