Di Battista-Boschi: quando i padri e i figli rispolverano il fascismo

Politica

Se ieri abbiamo parlato di autogol populista riguardo la comunicazione di Salvini sul Milan e di Di Maio sul padre (lo schema-onestà incapacitante su cui è nato il castello grillino), oggi dobbiamo registrare un punto a favore del governo.
E il punto glielo ha dato l’opposizione dem e Leu. Come?

Facciamo un passo indietro: la Boschi e Renzi non si sono fatti sfuggire l’occasione per impallinare Di Maio, a proposito della vicenda delle presunte irregolarità dei contratti di lavoro della azienda del padre Antonio, di cui il vice-premier, tra l’altro, è stato socio.
Come dire, “chi di genitori colpisce, di genitori perisce”. L’ex premier e l’ex ministra si sono vendicati per gli attacchi subiti dal Movimento 5Stelle: stiamo parlando delle inchieste che avevano coinvolto i loro familiari.
E, sempre ieri, tutte le trasmissioni tv, dalla Rai a Mediaset, a La7, hanno trattato l’argomento con un’enfasi ideologica che non hanno avuto al tempo delle note inchieste su Renzi e la Boschi.

A rompere l’equilibrio mediatico (a senso unico) ci ha pensato, su Facebook, il grillino-talebano Alessandro Di Battista: “Renzi e Boschi hanno la faccia come il c…. per quello che sono riusciti a dire. E via dicendo…”.

E ha ribadito un concetto: “Il punto non sono i padri, chi se ne frega, il punto sono i figli”. “A me – ha continuato Di Battista – del padre della Boschi o di Renzi non me ne frega, io la mozione di sfiducia alla Boschi la presentai per il conflitto di interessi, poi vogliamo fare dei paragoni tra il caso Di Maio e quello Renzi-Boschi?”

E Di Battista snocciola le colpe. A questo punto cambiato lo schema (non più “i padri”, ma “i figli”), ai figli dem non è restato altro che ricorrere al solito rimedio: evocare lo spettro del fascismo. “Di Battista volgare, fascista non è solo suo padre”: questa la replica della Boschi.
Un ennesimo cambio di comunicazione, alternativo alle sole colpe dei figli e alle sole colpe dei padri: colpe condivise, “di padre in figlio”.

Condividi!

Tagged