Manovra. Conte in crescita, ma c’è una manina che lo aiuta

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Ormai è una storia a puntate. Conte sta guadagnando terreno giorno dopo giorno. Dall’Argentina ha avuto modo di ribadire il suo ruolo e la sua rinnovata, rafforzata, leadership.
Tutti i giornali, nei giorni scorsi, hanno impegnato redattori ed editorialisti ad analizzare quella frase, in relazione alla mediazione con la Ue sulla Manovra, che si prestava e si presta a mille interpretazioni. “Siamo andati troppo avanti per tornare indietro”. Detta così potrebbe voler dire, non possiamo rompere con Bruxelles e quindi, con Juncker dobbiamo fare un compromesso e accettare alcuni dogmi Ue, per rientrare nel novero delle potenze allineate, addomesticando un populismo destinato a svuotarsi.
Ma potrebbe pure dire, il cuore della Manovra non si tocca, è talmente radicale che non può essere alterato, semmai arricchito, a costo di dichiarare guerra ai burocrati alla Moscovici.

Due letture per un solo personaggio, Conte, che in qualsiasi caso sta crescendo nelle aspettative e nel ruolo: finito il tempo del notaio, del passacarte, iniziato alla grande il ruolo dell’arbitro e del “primus super-partes”.
Ma la sua crescita è reale o aiutata dalla manina dei Dioscuri? Anna Maria Bernini, presidente dei senatori azzurri, ha mangiato la foglia: “In un paese normale non sono i ministri a scegliere il premier, arrivando a confermargli la fiducia per iscritto, ma il contrario”. Alludendo alla frase che Di Maio e Salvini hanno pronunciato, urbi et orbi. sul “garante ideale per condurre i negoziati sulla manovra con Bruxelles”.

E infatti, la forza di Conte non è piena. Non ha i voti, non ha un partito che lo ha nominato, non ha truppe e gode della fiducia dei poteri forti e degli uomini forti, dal Colle a Giorgetti.
E secondo le ultime indiscrezioni, sarebbero proprio i grillini a corto di ossigeno, per la crescita mediatica di Salvini, a spingerlo per frenare l’egemonia leghista sul governo.
Troppe vittorie ideologiche del Carroccio: dalla sicurezza, alle infrastrutture, dall’immigrazione al sovranismo, agli inceneritori.
Troppo per un contratto. Che non ha garanti.

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