Governo delle metamorfosi. Savona è passato all’opposizione

giovedì, 6 Dicembre 2018
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Questo è il governo delle metamorfosi. Dei leader che cambiano pelle e comunicazione. In fondo, il populismo è questo: sostituire i fatti con gli annunci.
Ma quando dietro i comunicati, le frasi, le dichiarazioni, le prese di posizione, ci sono rivoluzioni copernicane, giri a 360 gradi, stravolgimenti politici e ideologici, quantomeno significa due cose: o che siamo in mano a dilettanti, che vellicano unicamente la pancia e la pancia, come è noto, cambia ogni giorno; oppure sta succedendo qualcosa di importante, dietro le quinte.

Prendiamo il caso di Di Maio: è passato drasticamente da capo popolo a capo governativo, suadente, rassicurante e moderato. Quasi un dc vecchio stampo, in un corpo da studente. Conte, poi, è andato sulla stessa scia: ha fatto il suo esordio, quando si è formato il governo, confermando il dna populista, poi gradualmente si è trasformato in un premier da pentapartito. Basti vedere come si sta comportato nei negoziati con la Ue sulla manovra.

Salvini, al di là di qualche nuovo ruggito e tweet velenoso, sembra allinearsi all’atmosfera natalizia. Conte per i Dioscuri “è il migliore garante del rapporto con Bruxelles e non è questione di decimali”. Come dire, dopo la guerra, c’è la pace.

Ma la vicenda del ministro Savona è inquietante: stimato e famoso per le sue teorie anti-euro (regole per uscirne), gradualmente è passato dall’altra parte. Nei momenti più concitati dello scontro con i Commissari europei, ha detto che la manovra andava rifatta. E qui, ancora poteva essere un dualismo strategico: andava rifatta perché troppo filo-Ue e quindi, nel nome e nel segno di una manovra più radicalmente anti-Ue. Ma già qualche dubbio cominciava a profilarsi.
Ieri si è scoperto: “L’Italia rischia la recessione bisogna agire”. Un messaggio chiaro: il governo sta sbagliando tutto. Numeri, conti e ricette. Un’apertura inaspettata a Bruxelles e alle opposizioni.
Come risponderanno i suoi compagni di governo? Da Conte a Di Maio a Salvini? Indubbiamente è una nuova patata bollente: con Tria, uomo del Colle che da settimane sta facendo il Savona dei primi tempi e con Savona che sta facendo il Tria dei primi tempi.

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