D’Alema tifa Zingaretti e sogna il ritorno a casa. Calenda insorge

Politica

Un aiuto esterno a Nicola Zingaretti per vincere il congresso del Pd, valutare la prospettiva di una lista unica dei Progressisti alle prossime elezioni europee e in ultimo l’apertura di un dialogo con il Movimento 5Stelle. Questa la linea che l’ex segretario Ds Massimo D’Alema, è sembrato delineare parlando nel corso del ventesimo anniversario di Italianeuropei, la fondazione da lui animata.

La Stampa riferisce che da parte di D’Alema non ci sarebbero stati riferimenti diretti al Pd, anche se ad un certo punto del suo intervento, per di più incentrato nella prima parte su questioni di politica estera ha dichiarato: “Io sono portato alla battaglia ma in questa fase mi controllo molto…È tale lo stato delle cose a sinistra che ho paura di fare del male. C’è bisogno di fare un congresso tutti assieme! Qui bisogna ricostruire un campo politico, altrimenti non conteremo nulla nel futuro dell’Italia”.

Nei corridoi però tutti sono convinti che D’Alema stia lavorando in funzione della vittora di Nicola Zingaretti, per altro un suo ex fedelissimo ai tempi in cui era alla guida dei Ds. Preso atto della necessità di superare l’esperienza fallimentare di Liberi e Uguali, l’ex premier guarda in direzione delle elezioni europee e auspica che Articolo 1-Mdp, la costola di sinistra nata in seguito alla scissione dei dem, possa tornare a casa, in un Pd nuovo, marcatamente di sinistra e in perfetta discontinuità con la stagione renziana. Progetto che però potrà vedere la luce soltanto se alla guida ci sarà Zingaretti.

Questo passo si concretizzerebbe con la presentazione di una lista unica dei Progressisti alle elezioni europee in grado di andare oltre il Pd e includere anche le forze della sinistra. Ipotesi questa che vedrebbe in campo nelle vesti di grande regista, Goffredo Bettini che sta coordinando la campagna congressuale di Zingaretti. Il tutto poi con la prospettiva futura di un dialogo con il M5S che porti possibilmente i grillini a superare l’abbraccio con la Lega. Guardando ovviamente in direzione di Montecitorio, verso il presidente della Camera Roberto Fico. 

Il primo ad insorgere di fronte a questi scenari è l’ex ministro Carlo Calenda come riporta Il Fatto Quotidiano: “Non capisco. L’idea di Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni è ricominciare da D’Alema, Bettini, Bassolino etc per fare un’alleanza con i 5 stelle che stanno crollando in mezzo a mille contraddizioni? Che senso ha? Non si comprende”, scrive su twitter. “Ho preso per buona la smentita di Zingaretti – prosegue – ma ogni settimana ce ne è una nuova su LeU o M5s. Anche basta. E mi stupisco che Paolo Gentiloni non dica una parola chiara su questa linea. E lo dico da suo supporter numero 1″

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