Manovra, Di Maio e Salvini: missione rassicurare gli italiani

Politica

Per la manovra le prossime ore sono decisive. Luigi Di Maio lo dice senza peli sulla lingua e si mostra fiducioso: “Nessun taglio a Quota 100 o reddito di cittadinanza, manteniamo promesse”.

Poco prima Matteo Salvini era andato da Nicola Porro su rete quattro a tranquillizzare gli italiani, ma a Di Maio è toccato sottolineare i paletti per non perdere il consenso: “Abbiamo fatto una legge di bilancio che mantiene le promesse e stiamo anche facendo un’offerta all’Unione Europea di riduzione del deficit, che ci permette quindi di stare non proprio del tutto nei parametri ma di dare un segnale di dialogo”.

Ma sia chiaro, ribadisce: “Non ci sarà nessun accordo se ci chiederanno di tradire gli italiani. Ci sarà un accordo sulle promesse mantenute, non su quelle tradite. Dopo l’alba si rimetterà in moto la macchina del Governo per l’ultima volta. Stanotte il Ministro Tria e il Presidente Conte hanno lavorato agli ultimi conti, ora si dovrebbe chiudere”. Per il vice premier è una legge di bilancio che può dar vita a un cambiamento in Italia”.

Questo ieri, quando ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, in diretta ogni giorno dall’1.30 alle 6.00 del mattino, Di Maio ha aggiunto: “Smentisco qualsiasi ipotesi di taglio alle misure come quota 100 o il reddito di cittadinanza. Come sono partite, così arrivano. Siccome partono un po’ dopo, il reddito a marzo e quota 100 a febbraio, costeranno un po’ di meno. Quando ci sediamo al tavolo io, Conte e Salvini troviamo sempre una quadra. Quello che abbiamo ottenuto ogni volta che abbiamo dialogato è un miglioramento sia dei rapporti tra di noi che di risultati per gli italiani. La gente che mi ferma per strada mi chiede di non litigare, di proseguire verso gli obiettivi e di risolvere i problemi”.

E i leghisti che dicono oggi? 

Mostrano serenità. Su reddito di cittadinanza e superamento della riforma Fornero sulle pensioni con Quota 100 “è rimasto tutto come era nei progetti iniziali”, dopo la revisione del progetto di Bilancio nell’ambito delle trattative con l’Ue per il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon (anche Commissario della Lega nord Padania a Roma) in una intervista a La Stampa.

Semmai, spiega l’esponente leghista, a essere compressi saranno gli investimenti. “Abbiamo sempre detto che il primo anno l’operazione avrebbe avuto un costo inferiore alla somma che avevamo stanziato. Parliamo di due miliardi in meno, che poi il presidente Conte ha deciso di mettere sul deficit. Avrebbe potuto benissimo metterli sugli investimenti; io avrei fatto così. Ma siccome l’Europa poi ci ha chiesto di ridurre il deficit – afferma – il presidente insieme ai due vicepremier ha deciso che quella era la strada da seguire”.

 

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