Congresso Pd, è divario fra rete e iscritti. Ultimi sondaggi

Politica

Se la partita congressuale del Partito Democratico si giocasse tutta in rete, il duo formato da Maurizio Martina e Matteo Richetti non avrebbe rivali, vincerebbe a mani basse. Sono infatti loro i più apprezzati sul web. Ma poiché a decidere chi dovrà guidare i Dem saranno gli iscritti al partito, al momento il candidato con le più alte possibilità di vittoria resta il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti. 

Sono i risultati di due diversi sondaggi resi noti da Repubblica. Il primo realizzato da Social.com ha tenuto conto del gradimento del popolo web che in maggioranza sarebbe favorevole alla vittoria del duo Martina-Richetti e vede Zingaretti seguire in seconda posizione. Al terzo posto c’è Francesco Boccia mentre il renziano Roberto Giachetti, che concorre in coppia con Anna Ascani, segue in quarta posizione. Il sondaggio però evidenzia come il dibattito social intorno al congresso del Pd interessi molto poco la piazza web, considerando il drastico calo di commenti e di partecipazione rispetto alle consultazioni precedenti che vedevano in campo Matteo Renzi.

Il Pd però è un “partito vero” o come si usa dire “in carne ed ossa”, con una struttura reale fatta da iscritti che pagano la tessera e non soltanto da militanti in rete. Saranno questi alla fine a determinare l’esito congressuale e le primarie del 3 marzo recandosi personalmente ai seggi a votare. E secondo un secondo sondaggio realizzato dall’Istituto Demos sempre per Repubblica Zingaretti continuerebbe a restare in testa nel gradimento della base. 

La partita dunque è aperta, anche perché non è ancora ben chiaro dove si dirigerà il consenso dei renziani rimasti orfani della candidatura Minniti. L’ex Ministro dell’Interno si è ritirato di fronte al mancato impegno diretto dell’ex premier e segretario che per altro continua a mantenere, rispetto alla sua permanenza nel Pd, un atteggiamento molto ambiguo. Il fronte renziano è di fatto spaccato, con il duo Giachetti-Ascani che ha deciso di scendere in campo per dare continuità al progetto moderato e riformista di Renzi ed evitare un nuovo abbraccio con la sinistra, e un’altra parte che invece sarebbe decisa ad appoggiare il duo Martina-Richetti per contrastare l’ascesa di Zingaretti. 

Renzi nel frattempo continua a tenersi fuori dalla partita congressuale come se il futuro del Pd non sia più affar suo. Per il momento sembra “congelata” l’idea di lanciare un nuovo soggetto politico alla cui realizzazione starebbe lavorando da mesi il fedelissimo Sandro Gozi, dopo aver appurato sulla base di alcuni sondaggi affidati ad istituti di fiducia che non avrebbe grandi possibilità di riuscita in termini elettorali; soprattutto alle elezioni europee dove è prevista una soglia di sbarramento relativamente alta.

In un’intervista rilasciata al settimanale Oggi l’ex premier ha dichiarato: “Alla fine al governo ci posso anche tornare. Ho fatto il presidente del Consiglio e il segretario del partito politico che ha avuto il miglior risultato degli ultimi 60 anni. Ho certamente avuto un ruolo e forse lo riavrò, vedremo. Non mollo di un centimetro. Non lascio il futuro a quelli che contestano i vaccini e fanno i condoni, a quelli che dicono che la cultura non è importante, a quelli che fanno i sottosegretari alla Cultura e si vantano di non aver letto un libro”.

Sul congresso del Pd buio totale, nessun accenno. L’unica concessione Renzi sembra farla smentendo la nascita del suo nuovo soggetto politico: “Fare un nuovo partito non è una questione all’ordine del giorno. Roba da addetti ai lavori, fantapolitica”. Non è dunque all’ordine del giorno oggi, ma chissà che non possa diventarlo in futuro?

Per il momento dunque l’ex segretario, rispetto al dibattito interno al Pd, sembra voler giocare il ruolo del “marziano” lasciando che il suo “esercito” vada in frantumi affrontando il congresso in ordine sparso. E questo non fa che alimentare la confusione fra i Dem dove c’è chi non esclude un colpo di scena in puro stile renziano, magari proprio a ridosso del 3 marzo. Già, ma quale? L’uscita definitiva e il lancio del nuovo partito, o il ritorno in grande stile magari con un sostegno esplicito e un accordo con Martina se la partita finale, come sembra sempre più probabile, si risolverà in un testa a testa fra lui e Zingaretti?

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