Castelnuovo di Porto e Salvini. Sgombero del Car…o: la verità sono i soldi

Politica

E’ tutta colpa di Salvini. Se i piccoli dei migranti muoiono sulle navi, se i loro padri affogano in mare, non è colpa degli scafisti o degli interessi reconditi delle Ong, santificate dal laicismo mondiale, degli sbagli passati dell’Italia, della cecità della Ue, ma di Salvini.
Se Bruxelles ci tratta male, ci bacchetta sui conti, se c’è lo spread, e l’economia non decolla, la colpa è di Salvini e del suo sovranismo.

E da ultimo, tutti i casi umani come l’effetto obbligato del Decreto Sicurezza, sono colpa di Salvini. La grancassa umanitaria degli indignati di professione, sono giorni che si sta scatenando a mezzo stampa e in ogni trasmissione tv.
Servizi che enfatizzano i drammi personali, i lavoratori “presto disoccupati” del Centro di Accoglienza di Castelnuovo di Porto, e via dicendo. E giù i numeri della pietà finto-compassionevole, molto pelosa e molto da strategia elettorale.

Leggiamo le frasi più ricorrenti: “Il Centro resterà vuoto”; i 552 migranti ospiti, 413 uomini, 124 donne e 15 minori “dovranno rifarsi una vita”, nelle 10 regioni, Marche, Abruzzo, Molise, Toscana, Umbria, Toscana, Basilicata, Piemonte, Lombardia, Emilia, “dove saranno traferiti a piccoli gruppi”.

E ieri c’è stata una manifestazione, organizzata dai sindacati, di protesta contro il governo per i rischi che corrono gli addetti dei Centro.
Proviamo a rovesciare la comunicazione. E a tornare persone di buon senso. E qui non è in ballo una scelta filosofica del governo, comunque in controtendenza rispetto a decenni di buonismo sbracato e di totale assenza di governance dell’accoglienza (la sinistra ha pensato solo agli ingressi, non al dopo). Non è in ballo la fallibilità e le pecche di una legge che ci sono. Oppure il diritto a non perdere il lavoro. Ogni lavoro è un bene prezioso che va preservato.

La verità va guardata in controluce: il Centro resterà chiuso? E perché doveva continuare? I migranti dovranno rifarsi una vita? E quanti italiani sono costretti a cambiare vita ogni giorno, vittime della crisi, di un sistema economico e di scelte politiche sbagliate che, in nome di un liberismo di casta ha affamato il ceto medio e non solo? I numeri sulla povertà sono noti oppure no? E poi: i migranti andranno per la strada, saranno costretti a spacciare, a delinquere, come qualche sociologo progressista ha ventilato? No, si trasferiranno in altre strutture, in altre regioni. Ergo, nessun dramma.

Il tema reale, invece, sono i soldi: lo Stato pagava per il centro di Castelnuovo di Porto 1 milione di affitto all’anno, più 5 milioni per la gestione. Totale 6 milioni. Un bilancio reso ipertrofico dall’immigrazione di massa che i governi di sinistra hanno favorito con le loro scelte.
Un business che doveva essere ridimensionato. Che ha moltiplicato centri e associazioni ad hoc.

E ora, per lasciare tutto come prima, il governo dovrebbe garantire un flusso esagerato di migranti per preservare il posto di lavoro degli addetti al Centro? E’ un ragionamento folle che può creare pericolosi precedenti. Semmai gli addetti, questo sì, dovranno essere ricollocati in altre strutture. E se amano, come dicono, i migranti, al punto che il sindaco di Castelnuovo si è preso in casa, una bella giovane di colore, li seguano nelle 10 Regioni che hanno offerto la loro disponibilità.

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