Parla CasaPound: “Processo regalo a Salvini. Ma il governo non va”

Interviste

Il Tribunale dei Ministri di Catania ha richiesto il rinvio a giudizio del Ministro dell’Interno Matteo Salvini nell’ambito dell’inchiesta sulla nave Diciotti. I magistrati affermano che “la scelta del ministro di non autorizzare lo sbarco di migranti fino al 25 agosto, non possa essere qualificato come ‘atto politico’ in senso stretto e in quanto tale sottratta al sindacato dell’autorità giudiziaria”. L’accusa per lui è di sequestro di persona e di minore, reato punibile con pene che vanno dai tre ai quindici anni di carcere. Non è stata accolta la tesi del Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che aveva chiesto l’archiviazione del procedimento. Ora la palla passa al Senato che dovrà pronunciarsi o meno sull’eventualità che il Ministro possa essere processato. Secondo molti osservatori quello dei giudici altro non sarebbe che un boomerang che avrà come effetto quello di incrementare il consenso intorno a Salvini e alla Lega alle prossime Europee. Ne è convinto anche Simone Di Stefano segretario nazionale di CasaPound intervistato da Lo Speciale che tuttavia mette in guardia il governo.

Cosa pensa della richiesta di rinvio a giudizio contro Salvini avanzata dal Tribunale dei ministri per la vicenda Diciotti?

Mi sembra una chiara manovra politica che però non credo produrrà gli effetti sperati, ossia fermare Salvini e le sue politiche anti immigrazione. Se questo è davvero lo scopo le conseguenze saranno opposte, perchè tutto andrà a vantaggio della Lega. Temo che molti in Italia non abbiano ancora compreso che insistendo nel voler ostacolare le politiche sulla sicurezza di Salvini non farà che portarlo a riscuotere percentuali bulgare. La sinistra si ostina a voler far credere agli italiani che il leader della Lega non vuole gli immigrati e dunque è cattivo, ma non ha capito che è ciò che desidera la stragrande maggioranza dei cittadini”.

Quindi prevedete un record di consensi per la Lega alle Europee sulla spinta dell’inchiesta e dell’eventuale processo contro Salvini?

“La strada per le Europee in realtà è ancora molto lunga. Teniamo conto del fatto che oggi l’immigrazione è forse il tema che sta più a cuore agli italiani, ma a maggio potrebbe anche essere superato da altre esigenze. Gli italiani alle prossime elezioni si attendono soprattutto un atteggiamento diverso nei confronti dell’Unione europea ma anche risultati concreti dall’azione di governo. Il reddito di cittadinanza è stato concepito in maniera approssimativa e sbagliata e il M5S per questo penso perderà parecchi voti. Lo stralcio delle cartelle di Equitalia e la Flat Tax non arriveranno come promesso, semplicemente perché la manovra economica è recessiva avendo seguito ancora una volta i dettami di Bruxelles. Certo, il regalo a Salvini oggi è grande, ma da qui alle Europee molte cose potrebbero cambiare”.

Alcune trasmissioni televisive hanno documentato come lo sgombero del centro di Castelnuovo di Porto starebbe aggravando la condizione di degrado intorno alla stazione Termini dove si sarebbero già rifugiati parte dei migranti sfollati. Anche voi avete percezione di questo?

La situazione della stazione Termini è degradata da decenni. Ultimamente è molto peggiorata, ma certamente non per colpa degli sgomberi dei centri di accoglienza. E’ vero che in campagna elettorale i leghisti avevano promesso di rimandare indietro tutti gli immigrati che non avevano titolo per stare in Italia. Tutto questo non si è ancora visto in verità. Come si fa a rimpatriare 500mila persone? Questa è una grossa carenza del governo rispetto alle promesse che erano state fatte. Il centro di Castelnuovo di Porto è stato chiuso perché troppo costoso e su questo siamo d’accordo, ma se si trovano migranti che non hanno alcun diritto di restare in Italia questi andrebbero subito espulsi. Purtroppo però nessuno lo fa”.

Il Decreto sicurezza non lo prevede?

“Per valutarne gli effetti concreti serve un minimo di tempo, ma appare già evidente come all’interno manchi una seria strategia per i rimpatri e per evitare nuove partenze. Chiudere i porti e bloccare le Ong può servire fino ad un certo punto.  Occorre invece un intervento sulle coste dell’Africa per mettere in piedi dei progetti in grado di riassorbire gli immigrati arrivati in Italia e che stanno qui senza fare nulla, se non a spacciare o a sfruttare la prostituzione. L’Italia in collaborazione con il governo libico dovrebbe mettere in piedi un piano di rilancio infrastrutturale in Libia, da affidare alle aziende italiane e impiegando nella realizzazione delle opere i migranti che stanno qui senza titolo. Il primo e vero obiettivo dovrebbe essere quello di riportarli tutti in Africa”.

Intanto l’Italia è in crisi diplomatica con la Francia. Hanno fatto bene Di Maio e Salvini a puntare il dito contro le politiche coloniali francesi che avrebbero impoverito l’Africa?

“E’ una polemica vecchia, che rispecchia l’esigenza di ogni nazione di portare avanti i propri interessi. Il problema non è che la Francia continui a fare i suoi, ma che noi non abbiamo fatto i nostri per molto tempo. Francia e Germania hanno firmato un accordo che di fatto sorpassa la Ue e non si capisce proprio per quale motivo questa debba restare in piedi. Poi se permette trovo paradossale che si faccia una critica così feroce contro il Franco CFA e non all’euro che è la vera ed unica causa di tutti i problemi. Mi pare tanto la ricerca ossessiva di un capro espiatorio all’estero. In Francia ci sono migliaia di persone che tutti i sabato stanno in piazza a rischio della propria incolumità fisica per chiedere l’uscita dalla Ue, mentre da noi questo tema non viene più neanche considerato dai cosiddetti sovranisti. E allora, a che serve attaccare i francesi?”. 

 

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