Mafia nigeriana al Cara, parla Molinari (Lega): “Ecco perché c’è il Dl sicurezza”

Interviste

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Spaccio di droga, violenza sessuale, rituali tribali, così la mafia nigeriana “comandava” al Cara di Mineo. E’ quanto ricostruito dalla Procura di Catania nell’ambito di una vasta ed articolata indagine che avrebbe portato alla scoperta di una pericolosa cellula di spacciatori di sostanze stupefacenti, eroina e cocaina in primo luogo, che operavano dentro e fuori la struttura. Secondo le indagini, l’associazione mafiosa nigeriana era «dedita a commettere un numero indeterminato di delitti contro la persona, in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, imponendo la propria egemonia sul territorio, opponendosi e scontrandosi con gruppi cultisti rivali al fine di assumere e conservare il predominio nell’ambito delle comunità straniere presenti all’interno di quel centro di accoglienza, creando un forte assoggettamento omertoso». La polizia avrebbe anche «intercettato dei rituali dai quali emergeva la fedeltà dei sodali alla confraternita. Lo Speciale ne ha parlato con il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini in più occasioni ha puntato il dito contro il Cara di Mineo sollecitandone la chiusura e oggi ha confermato che presto sarà smantellato.

La mafia nigeriana, secondo l’inchiesta della Procura di Catania, pare dettasse legge nel Cara di Mineo con metodi mafiosi e una serie impressionante di reati. Salvini ha detto che entro l’anno lo chiuderà ma intanto lui rischia il processo per aver impedito lo sbarco alle navi Ong. Come commenta?

Penso che questa inchiesta confermi ancora di più la validità dell’impianto che caratterizza il Decreto sicurezza del ministro Salvini. Le linee guida prevedono la chiusura dei centri di accoglienza che non rientrano nel nuovo sistema SPRAR (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati ndr.) e il rimpatrio degli immigrati che non hanno titolo per restare in Italia. Non solo, il Decreto prevede pure la revoca del diritto d’asilo e l’espulsione per gli stranieri che delinquono. Nella lista dei reati che fanno scattare le misure restrittive, non a caso ci sono la violenza sessuale, la detenzione e il traffico di stupefacenti, l’estorsione, la rapina e il furto”.

Questa inchiesta conferma chiaramente come la mafia nigeriana si sia ormai radicata in Italia imponendo regole e metodi spietati. Come fermarla?

“Il ministro Salvini ogni volta che ha parlato di mafie, ha sempre evidenziato l’eccessivo grado di pericolosità di quella nigeriana, dimostrando chiaramente come conosca bene la situazione e abbia consapevolezza di doverla contrastare con ogni mezzo. Non a caso nel Decreto sono anche ampliati i poteri dell’antimafia. Da un lato si punta a riformare le modalità di accoglienza dei migranti, togliendo molta libertà d’azione alle cooperative private che in molti casi ne ricavano un vantaggioso business; dall’altro a prevenire le attività criminali e terroristiche con un lavoro di intelligence sempre più coordinato e la sospensione di tutti i benefici e dei diritti legati alla concessione della protezione umanitaria per chi è accusato di far parte di cosche mafiose o cellule terroristiche, senza attendere la fine dell’iter giudiziario in considerazione dell’elevato tasso di pericolosità”.

Come avrà visto gli affiliati a questa cosca mafiosa per entrare pare fossero costretti a sottoporsi a riti tribali. La civiltà europea ed occidentale ha gli anticoporti necessari per difendersi da questi fenomeni?

Purtroppo i fenomeni migratori stanno portando tutti noi a confrontarci con questa situazione, con persone completamente estranee alla nostra civiltà, che una volta giunte in Italia non sembrano affatto intenzionate a rinunciare alle loro tradizioni Questo è un altro grande problema legato ai flussi migratori. Anche per questo è necessario bloccare i nuovi arrivi e respingere tutte quelle persone che non hanno diritto a ricevere la protezione umanitaria. Il rischio concreto alla fine è quello di ingrossare l’esercito della mafia nigeriana che come sappiamo gestisce il mercato della droga e della prostituzione e terrorizza le persone con il ricorso alle mutilazioni, ai riti vodoo e il cannibalismo”.

Il fatto che fra i reati contestati ai 19 arrestati vi sia anche la violenza sessuale consente una visuale diversa e più obiettiva sul barbaro omicidio di Pamela Mastropietro, visto che nel suo caso sembrano essere stati praticati tutti i riti tipici della mafia nigeriana?

“Sull’omicidio della povera Pamela si sta celebrando un processo, quindi è bene non interferire con l’attività della magistratura. Ad ogni modo appare chiaro come, anche alla luce dell’inchiesta di oggi, l’ipotesi della violenza sessuale e del rito tribale sul suo corpo sia molto meno peregrina di come si poteva pensare all’inizio. Ma saranno i giudici a dirci la verità su quella vicenda”. 

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