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Da Savona a Moavero. I tempi di un Conte-2 si avvicinano

Politica

Un tempo si chiamava rimpasto, tagliando, adesso si chiama riposizionamento delle pedine. Un modo delicato e molto marketing, per non ammettere colpe, frustrazioni, ambizioni dei diretti interessati.
E’ noto che da settimane ci siano dei mal di pancia in seno ai ministri e non solo.

I primi mesi di vita del governo Conte sono stati contrassegnati dalla conflittualità, nemmeno apparente tra due squadre contrapposte, le une contro le altre armate: i populisti doc, da Salvini a Di Maio, considerati una iattura dal Quirinale e dalla Ue, e i moderati, i “collisti”, col compito di evitare un secondo “caso Savona”, e rassicurare i poteri e gli equilibri internazionali. Il loro capo fila era il ministro Tria.
Conte all’inizio era incolore, destinato a mediare, a fare il notaio; gradualmente è cresciuto, al punto che oggi è un vero capitano, ed è lui il simbolo, il garante, il punto di mediazione tra il populismo e il continuismo. Tanto che piace ai poteri forti, a Juncker, alla Merkel.

E allora? Il cambiamento dei ruoli ha prodotto uno smottamento a Palazzo Chigi, che rischia di trasformarsi in un terremoto. Savona che sembrava l’estremista anti-Ue, ha cominciato a criticare la Manovra, smentendo i suoi famosi studi sull’uscita dall’euro, e Tria che sembrava il pompiere e il freno a mano delle follie populiste in campo economico, ora ci crede e puntella il governo.
Molto probabilmente c’è questo disagio dietro l’idea di spostare uno scontento Savona, dal ministero degli Affari europei alla Consob, l’autorità che vigila sulla Borsa.

Un altro che potrebbe uscire dal monopoli ufficiale è il ministro Moavero, totalmente delegittimato dall’attivismo fisico e parolaio dei due Dioscuri, Salvini e Di Maio. Finora non è riuscito ad assumere un suo ruolo indipendente, triturato dal braccio di ferro tra grillini e leghisti, in materia di diritto internazionale. La posizione sul Venezuela, non dipesa da lui, secondo gli informati, ha rappresentato il punto di non ritorno e di uscita dal governo Conte.
Vedremo adesso se le alchimie dei due Dioscuri placheranno i dissapori e le fughe. Ma i tempi per un Conte-2 si avvicinano-

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