Salvini su Tav e Diciotti, parla Becchi: “Pazienza finita. Col voto in Abruzzo…..”

Interviste

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“Se qualcuno continua a insultare e darmi del rompicoglioni le cose si fanno complicate”. Lo ha detto Matteo Salvini ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica dove non ha nemmeno mancato di rivolgere un avvertimento chiaro all’alleato di governo: “Se passa il sì all’autorizzazione, sarebbe un grave precedente”. Il capo leghista sembra non poterne più degli attacchi che negli ultimi giorni gli sono piovuti addosso da parte di un “redidivo” Alessandro Di Battista che non perde occasione per rimarcare le distanze con il Carroccio su Tav e grandi opere. Ma è soprattutto la questione Diciotti il vero terreno di scontro. Il M5S non ha ancora deciso che posizione assumere in Senato nei confronti della richiesta di mandare a processo Salvini avanzata dal Tribunale dei Ministri di Catania con l’accusa di sequestro di persona, con riferimento alla decisione assunta ad agosto di vietare lo sbarco dei migranti soccorsi in mare dalla Guardia Costiera, in attesa di un segnale dall’Europa. Siamo dunque alla guerra degli ultimatum? Retroscena giornalistici parlano anche di uno sfogo del Ministro degli Interni con il premier Conte, al quale avrebbe fatto capire chiaramente che l’accordo Lega-M5s inizierebbe a non reggere più. Lo Speciale ne ha parlato il filosofo Paolo Becchi.

A Quarta Repubblica Salvini ieri sera è sbottato contro gli alleati di governo. Sembra non poterne più degli attacchi di Di Battista e dell’indecisione dei 5S sull’autorizzazione a procedere per la vicenda Diciotti. Come commenta?

Penso che Salvini non ne possa più di questo continuo dare e avere. Mi spiego meglio: il M5S sembra aver interpretato il contratto di governo non come un accordo politico ma privatistico, basato sulla logica del ‘tu dai una cosa a me e io ne concedo un’altra a te’. Tu mi dai il reddito di cittadinanza, io ti approvo il Decreto sicurezza, tu mi dai il Decreto dignità e io quota 100. Adesso molto probabilmente l’ultima mediazione riguarda proprio l’autorizzazione a procedere richiesta dai magistrati. Il sospetto che i 5S stiano tenendo sulla graticola Salvini per obbligarlo a dire no alla Tav, è molto concreto. Evidentemente il leader della Lega si è stancato di questo gioco e lo ha fatto capire chiaramente con le dichiarazioni delle ultime ore, che dimostrano come la pazienza da parte sua sia finita.  Parliamoci chiaro, non si può andare avanti così”. 

Pensa che stavolta il governo rischi davvero?

“Aspettiamo domenica e vediamo come andranno le regionali in Abruzzo”.

Che c’entra l’Abruzzo?

Sarà un test molto importante, che misurerà il reale stato di salute del M5S. Tutti i sondaggi ci dicono che Salvini cresce e Di Maio cala e finalmente avremo la possibilità di valutare se questo è vero oppure no. Si tratta di un dato regionale che ovviamente non avrà valenza nazionale, ma non dimentichiamo che un anno fa alle politiche proprio in Abruzzo i 5Stelle hanno fatto il pieno di consensi. Se caleranno come molti prevedono, allora avremo la conferma che il sud sta davvero voltando loro le spalle. Salvini sta dando grande importanza a questo appuntamento. E’ stato già varie volte in Abruzzo e si fermerà lì fino a venerdì per chiudere la campagna elettorale. Non solo, ha mobilitato anche ministri, sottosegretari e dirigenti nazionali del Carroccio a dimostrazione di quanto tenga alla vittoria di Marsilio”.

Che però è di Fratelli d’Italia?

Non vuol dire nulla, se vincerà sarà perché a sostenerlo c’è Salvini, Non è un caso se anche Silvio Berlusconi si è fatto vedere da quelle parti e pare ci torni anche prima di venerdì. Non vuole lasciare tutto il merito dell’eventuale vittoria al capo leghista, nell’ambito della competizione interna al centrodestra che veda Salvini sempre più vincitore”.

Salvini sembra avercela soprattutto con Di Battista che nei giorni scorsi lo ha invitato a tornare con Berlusconi se vuole la Tav. A forza di tirare la corda, non è che la Lega si stufa davvero?

Di Battista è tornato in campo proprio per recitare la parte del  bastian contrario e fare ciò che Di Maio non può permettersi: attaccare Salvini per marcare le distanze dalla Lega e recuperare il consenso dell’ala oltranzista che è scontenta dell’accordo con il Carroccio. Ma l’operazione pare proprio non stia portando i frutti sperati. Anzi, a dirla tutta a catalizzare il malcontento degli ortodossi è chiaramente il presidente della Camera Roberto Fico, non certo Dibba. Il quale va in giro per l’Italia al fianco di Di Maio ma senza ottenere nessun risultato concreto. La verità è che Di Battista è nato e cresciuto come ‘figlio politico’ di Gianroberto Casaleggio ed ha svolto un ruolo di primissimo piano fino a quando era lui a guidarlo. Oggi senza Casaleggio senior lui politicamente non è nessuno”. 

Come pensa voteranno i 5S in Senato sul processo a Salvini?

“Penso che alla fine voteranno no, a parte gli immancabili dissidenti, ma tenteranno credo di tenere sotto scacco Salvini sulla Tav. Il vicepremier però ha capito il gioco ed è uscito allo scoperto invitando chiaramente Di Maio e company a prendere una posizione netta, indipendentemente dal futuro dell’infrastruttura che divide la maggioranza. Se poi i 5Stelle dovessero decidere di votare a favore, a quel punto è evidente che ci saranno conseguenze sul governo. Mandare a processo un Ministro del proprio esecutivo per un indirizzo politico a quanto pare condiviso da tutti, sarebbe una decisione davvero difficile da sostenere e motivare. Ma non credo si arriverà a tanto. Ripeto, aspettiamo le regionali in Abruzzo”.

C’è chi dice che Salvini avrebbe tutto da guadagnare in termini di voti da un eventuale processo sulla Diciotti. Condivide?

“Questo senza dubbio. Guadagnerà voti come li ha guadagnati fino ad oggi grazie alla propaganda delle opposizioni che lo hanno dipinto come razzista e xenofobo. Il M5S non riesce più a reggere il passo e fino ad oggi ha dovuto inseguire la Lega, Se non vorrà far cadere il governo dovrà farlo anche stavolta votando contro l’autorizzazione a procedere. Se in Abruzzo si registrerà un avanzamento del Carroccio ed un arretramento dei 5Stelle avremo la prova che tutte le strategie dei pentastellati fino ad oggi sono state un fallimento. Compreso il ritorno in campo di Di Battista”. 

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