10 Febbraio. Ecco perché le Foibe bruciano ancora

Politica

Domenica sarà un giorno speciale, che la cultura ufficiale tollererà, vivendolo come un mero incidente di percorso. Solo una ristretta minoranza, invece, lo ricorderà come un dramma nazionale.

Stiamo parlando del 10 febbraio, la giornata delle Foibe, ossia il vulnus della nostra storiografia e della nostra politica.
Gli istriani, i giuliani dalmati, il loro esodo, il loro martirio (almeno 40mila infoibati), sono stati a lungo dimenticati, nascosti, sacrificati nel nome dell’ideologia e del realismo politico.
L’ “ideologia della storia”, da un lato, ha diviso il genere umano in buoni e cattivi, in bene e male. Dopo la seconda guerra mondiale gli italiani di quelle zone, per definizione “fascisti”, sono stati ritenuti colpevoli, passibili quindi, di punizione e di sterminio etnico.

E fa specie che oggi, durante i programmi tv che rievocano quella strage di innocenti, ancora si fatichi ad usare la parola “comunisti slavi”. Del resto, molti dei giornalisti, dei direttori, degli intellettuali e dei politici attualmente in auge, hanno studiato e si sono formati su libri di testo che sotto il termine foibe trovavano scritto “cavità carsiche”.
Realismo politico, dall’altro lato, perché i comunisti dal 1946 al 1948 erano al governo con la Dc e perché Tito, rappresentava un comunismo atipico, irregolare rispetto al patto di Varsavia, a Mosca, e pertanto spendibile per il dialogo Italia-Jugoslavia (compromesso che ha colpevolmente ritardato, ad esempio, la questione triestina).
Risultato, la celebrazione delle Foibe non sarà certo paragonabile alla Giornata della Memoria, che ogni anno si veste di retorica e strumentalizzazione politica.

La prova? Un episodio emblematico da non trascurare: la polemica ad opera di un consigliere milanese del Pd, che si è lamentato per l’eccessivo costo del film “Red Land” sulle Foibe (ricostruisce la vicenda di una giovane donna, Norma Cossetto, studentessa universitaria uccisa dai titini nel 1943); un costo, pensate, di ben 2000 euro, “quando invece si sarebbe potuto organizzare un convegno con esperti obiettivi”.
Tradotto dal politichese e dal sinistrese, vuol dire che il film che dice la verità è di parte, mentre il convegno con finti esperti di partito (cioè dem), è e sarebbe stato obiettivo.
E’ il segno che l’omertà, la colpa e la malafede ancora imperano. E che le Foibe ancora bruciano.

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