Guaidò, il Macron venezuelano, bacchetta l’Italia. Comincia male

Esteri Politica

Povero Guaidò, il “Macron venezuelano”. Deve aver preso una sbornia. Avendo incassato un consenso globale, anzi “globalista”, da Trump alla Ue, non si aspettava il comportamento dell’Italia che invece, al contrario, ha dimostrato saggezza e reale indipendenza di giudizio, come ha fatto papa Francesco, mantenendo una posizione terza.

L’autoproclamato presidente, attraverso una lettera consegnata in Italia da una sua delegazione, giunta a Roma, ha espresso “sconcerto per la linea del nostro esecutivo”.
Sconcerto: ci sembra giusto, lui che è per definizione dalla parte del bene, della libertà, della democrazia, non può ammettere distinguo, posizioni diverse (si chiama pluralismo). E si comprende, perché in questo schema, dall’altra parte, sempre per definizione, c’è il male, l’adesione alla “dittatura comunista di Maduro”.

Abbiamo scritto più volte su lo Speciale, che il tema non è “dittatura contro libertà” (in questo caso la scelta è ovvia), ma la guerra del petrolio, le nazionalizzazioni che devono essere abolite per introdurre le privatizzazioni a guida Usa, la nuova geopolitica etc.
E abbiamo detto con forza che Guaidò (nella lettera ha continuato dicendo che “è sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia e della giustizia”), non è la bandiera della libertà e della democrazia, ma di un’ideologia democratica e libertaria ben precisa: il laicismo. Aderente alla massoneria, con parlamentari filo-gender e appartenenti alla lobby Lbgt, ha un’idea particolare della democrazia. Non a caso piace ai globalisti, ai radical, ai liberal, ai mondialisti alla Soros, alla Bonino.

E avendo un’impostazione “ideologica” della democrazia ha bacchettato “in nome della democrazia” l’Italia. Esattamente come Macron, creato dall’alto, dai poteri forti, per uniformare la Francia al pensiero unico, che vede il primo esperimento populista della storia europea, ossia il governo Conte, come fumo negli occhi. Come “lebbra”.

Stesso dogmatismo che Guaidò ha manifestato pure a proposito della eventuale mediazione del papa. Non l’ha chiesta per assicurare l’equidistanza tra posizioni legittime, ma solo per garantire la fuga di Maduro. Insomma, una mediazione a senso unico, come da sua impostazione culturale.
Il Venezuela ha bisogno di libertà vera, di vere elezioni politiche e di leader non despoti o burattini manovrati.

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