Verhofstadt, parla Meluzzi: “Chi sono oggi i liberali in Europa”

Interviste

Durissimo attacco del leader dei liberali dell’Alde, Guy Verhofstadt al premier Giuseppe Conte durante il dibattito all’Europarlamento. “Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Di Maio e Salvini? Io amo l’Italia ma oggi mi fa male vedere la degenerazione politica di questo Paese, iniziata 20 anni fa con Berlusconi e peggiorata con questo governo” ha attaccato l’esponente liberale.  “Forse i burattini sono quelli che rispondono a lobby, gruppi di potere e comitati di affare”, ha replicato il Presidente del Consiglio. Stupisce che un attacco simile arrivi dal rappresentante di un gruppo, l’Alde, che in un passato nemmeno troppo lontano sembrava avere una certa sintonia con il M5S al punto da valutare anche la possibilità, poi naufragata, di accogliere i parlamentari pentastellati di Strasburgo. Lo Speciale ha chiesto un commento in merito allo scrittore, psichiatra e opinionista Alessandro Meluzzi, entrato in Parlamento nel 1994 con la Forza Italia delle origini e quindi sulla scia della grande “rivoluzione liberale” promessa da Silvio Berlusconi.

Verhofstadt ha usato parole molto dure verso il premier Conte definendolo “burattino”, e lui ha replicato  accusando il leader dell’Alde di rispondere a quelle stesse lobby che stanno remando contro l’Italia. Ma chi sono oggi i liberali in Europa e quali interessi perseguono?

“Il concetto di liberalismo è in realtà multiplo ed ambiguo. I liberali tradizionali erano quelli che in Europa si contrapponevano ai conservatori o ai cosiddetti reazionari, e quindi erano contro l’ancien regime. In quel contesto però essere liberali, non voleva dire essere anche liberisti o anti nazionali. Crispi era un liberale o non lo era? E Giolitti? Eppure tra di loro c’era un abisso enorme. Per non parlare poi del liberalismo post bellico. Poteva essere definito liberale Einaudi, ma non sono convinto che allo stesso modo potesse essere considerato anche De Gasperi che semmai era più un cattolico liberale. Come vede il concetto di liberalismo è molto controverso e oggi ha assunto degli aspetti ancora più ambigui”.

Ma è giusto affermare che oggi essere liberali in Europa equivale a stare dalla parte delle lobby, dei poteri forti?

“L’ambiguità si è fatta ancora più evidente quando negli Usa liberal è diventato sinonimo di radical. Sarebbero quindi considerati addirittura  liberali quelli che hanno una concezione meno liberista e più socialista dell’economia che stanno nei dem, piuttosto che Trump che invece è un liberale liberista al quale nessuno attribuirebbe mai questo aggettivo. Oggi essere liberali è un concetto privo di senso. La contrapposizione fra liberali e non liberali è superata dallo scontro che contrappone i sovranisti ai globalisti planetari. Questi ultimi sono figli della finanza internazionale che vuole un cittadino autonomo, isolato ed indistinto senza determinazione, né maschio, né femmina, né padre, né madre, né figlio, né fratello, non deve avere nazionalità, né religione, né cultura. Deve essere soltanto un libero consumatore condizionato però dai media e da tutto il resto. Un mondo senza nazioni, senza frontiere, senza popoli. Al posto del popolo ci deve stare la gente, intesa come massa indistinta, o al massimo l’individuo con i suoi diritti personali e al di fuori di uno Stato comunitario”.

In poche parole queste sarebbero le lobby?

“Esattamente, cui si contrappone il partito di chi vuole un popolo, una terra, un sangue, una democrazia, una cultura, un’identità. Quindi oggi essere liberali non ha più alcun senso. La scelta è chiara, o si è disidentitari o identitari, vie di mezzo non esistono”.

Quindi Conte ha colto nel segno nel momento in cui ha identificato chi lo accusava come burattino delle lobby?

Guardi, non ci prendiamo in giro. Il Parlamento europeo è il regno delle lobby, in testa a tutte quella della finanza. Poi ci saranno anche tanti altri attori portatori di mille altri interessi, che di volta in volta spingono l’Europarlamento a partorire leggi chiaramente rivolte alla tutela di ciò che interessa le loro categorie di riferimento. Ma sopra a tutte c’è la grande lobby di coloro che stampano e prestano denaro. Sono questi oggi a decretare le sorti di buona parte del mondo, non di quello russo, né di quello cinese, nemmeno di una parte del mondo arabo, ma sono determinanti per le sorti dell’Occidente e dell’Europa. Potrei fare nomi e cognomi ma non voglio avere troppi guai”.

Come finirà questo scontro? Le europee sono alle porte

“Vuole la verità? I padroni del mondo stanno avendo paura, perché i popoli stanno iniziando a mostrare segnali di resistenza. Prenda per esempio il web. Era stato pensato e creato per controllare sempre di più le persone ed indirizzarne i consumi e i gusti. Poi però per una misteriosa eterogenesi dei fini si è scoperto che la rete poteva anche servire a comunicare e propalare idee scomode, nel momento stesso in cui ogni telefonino può diventare un’emittente televisiva. Questo le lobby non lo avevano previsto pensando che i popoli fossero completamente drogati e pronti a farsi manipolare. Hanno scoperto che non è così e adesso stanno cercando di correre ai ripari. Fortunatamente però in Italia il 4 marzo dell’anno scorso gli elettori hanno chiaramente messo la parola fine al governo di quei signori che Verhofstadt ieri ha così solennemente elogiato. Per questo c’è tanta rabbia verso di noi”.

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