Parziali Sardegna. Lega e PSd’A. Nasce il governo gialloverde isolano?

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Sardegna. Ovviamente si tratta di incrociare le sole tre sezioni che, al momento, hanno trasmesso i voti reali, con gli exit-poll di ieri sera. Ma qualche riflessione si può azzardare.

Christian Solinas, candidato governatore per il centro-destra, si attesterebbe al 47%, Massimo Zedda (centro-sinistra), in seconda posizione (34%), e terzo Francesco Desogus (5Stelle), appena al 12%.
Ma non è tutto oro quello che luccica.

Di quale centro-destra “vincente” stiamo parlando? Non più quello che sogna Berlusconi (modello 1994), e su cui, molto probabilmente, in vista delle prossime europee, il Cavaliere costruirà la sua comunicazione. Ma uno schieramento a “guida-Salvini, a trazione leghista” in generale, e in particolare nell’isola, a “trazione sardista”.

Il candidato governatore, infatti, appartiene al Partito Sardo d’azione. Soggetto politico territoriale che storicamente è sempre stato nel solco della sinistra, e che solo da qualche anno si è spostato. Segno del cambiamento degli schemi, che su Lo Speciale abbiamo sempre affermato, e che evidenziano la fine dei termini “destra-sinistra” come li abbiamo applicati e conosciuti finora.

Politici di casta, intellettuali del pensiero unico, osservatori “interessati”, adesso riprenderanno il mantra delle alleanze contro-natura. Le medesime osservazioni reiterate fino all’ossessione, nel giudizio ideologico retrodatato, rivolte al governo gialloverde di Conte, con Lega e 5Stelle soci di maggioranza. Anche nel caso sardo, l’alleanza centro-destra leghizzato e Partito sardo d’azione, che viene da sinistra, è perfettamente nel segno del nuovo polo “identitario-populista” (alto-basso), che sta caratterizzando la nuova politica in Italia e in Europa.
E non dimentichiamo che dentro lo schieramento, la Lega (16%) sembra in testa rispetto agli altri partiti, con Fi in caduta libera (9%).

I grillini, se i dati saranno confermati sono il primo partito, anche se perdenti rispetto alle politiche (dal 43% all’attuale 18%), e non a caso stanno considerando la possibilità di cambiare la loro strategia isolata e solitaria, guardando a liste civiche parallele.
Stesso discorso per una sinistra in crisi, con un Pd al 13%, che si salva grazie alle civiche e al buon esito amministrativo di qualche suo sindaco (Zedda), in ascesa nazionale.

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