Milano. Corteo antirazzista-arcobaleno. Ma li paga Salvini?

Politica

La cosa più divertente della sfilata sinistra di sabato scorso, organizzata dal sindaco meneghino Sala, è stata la narrazione dei media (con tanto di commenti ad hoc, della nota casta intellettuale). “Repubblica”, ad esempio, ha considerato l’evento come mitico, titolando in modo emblematico: “L’onda di Milano, l’Italia che dice no, un’altra Italia è possibile”. Era tempo che non vedevano tanta gente, si sono commossi.

Il “Corriere della sera” è andato sui numeri: “Siamo duecentomila”. E poi, se la sono presa con i tg “sovranisti” (Rai1 e Rai2), rei di aver minimizzato la manifestazione. E come si spiega? Con la mania dell’“altro mondo possibile”, slogan tipico dell’ideologia religiosa della sinistra fin dagli anni Settanta: loro, moderati o massimalisti, sono sempre un’altra cosa e incarnano sempre un’altra cosa; si chiama superiorità morale e razziale. Loro per dna, sono il bene, la democrazia, l’etica, la morale, la giustizia, la cultura etc.

E che fanno come sinistra antirazzista? Diventano razzisti verso tutti quelli che non si adeguano al pensiero unico, rappresentato sempre da loro: quelli che vengono chiamati, fascisti, razzisti, xenofobi, omofobi, ultracattolici etc.

Dimenticando che se c’è una “dittatura culturale” dentro la Rai, che si riflette nell’allineamento quotidiano di molti importanti giornali, è proprio quella liberal e radical (antifascista, antirazzista etc). Basta vedere ogni giorno in tv quali e quanti processi mediatici si imbastiscono contro il governo gialloverde. Tribunali di Inquisizione democratica e convergenze di interessi: la Rai (perché storicamente di sinistra e opportunista), Mediaset, perché berlusconiana (della serie, imposta dal Cavaliere, “torna casa Lassie-Salvini”), La7, perché progressista: un massacro corale nei confronti della Lega e dei 5Stelle, specialmente i grillini, dopo l’Abruzzo e la Sardegna, individuati come l’anello debole della catena.

Insomma, gli stessi slogan da anni Settanta, che si sono uditi in piazza a Milano sabato. Prodi, li ha definiti il risveglio della coscienza popolare, che non può accettare la deriva populista ed egoista. Sul banco degli imputati, ovviamente, le politiche di Salvini su immigrazione, sicurezza ed euroscettica. Rovesciando, cosa li unisce? Sono mondialisti, per i diritti di tutti. Nel nome e nel segno dell’umanità unita e inclusiva. Una “sinistra di movimento”, popolata da gruppettari, pacifisti, ecologisti, cantanti, attori, cattolici di base, Gino Strada, Acli, Anpi.

Parole e concetti che dovrebbero far ripartire la sinistra e il Pd, dopo le primarie, per far ripartire una nuova Italia?
E Sala, la Boldrini, Landini, neo leader Cgil, e i tre primaristi (Zingaretti, Giachetti e Martina), dovrebbero essere il nuovo cemento dirigenziale della rinascita?
Salvini dormirà sonni tranquilli per un pezzo. Sono proprio questi valori, queste parole, queste ricette, questi slogan, vecchi di secoli, che hanno fatto vincere i sovranisti e i populisti.

Condividi!

Tagged