Legittima difesa. Salvini risponde alla fronda grillina e diventa No Vax

Politica

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Alla fine si farà una “mini-Tav”: è nell’ordine naturale delle cose. Il braccio di ferro tra Salvini e Di Maio, con in mezzo un Conte non più arbitro, ma definitivamente pompiere, finirà in pareggio. D’altra parte, da quando è partito il governo gialloverde, tutto si è svolto come una comica-tragica “partita di calcio”.

Approfondiamo. Pareggio, vuol dire “esecutivo contrattuale”. Contratto inteso come “compromesso necessario” tra due squadre che vengono da lontano, hanno diverse origini, diversi dna e diversi progetti: la Lega e i 5Stelle.

Pareggio vuol dire “continue invasioni di campo” e mutamenti di gioco: Di Maio che spinge e frena, Salvini che spinge e frena. E poi, le mediazioni come risposta al fischio finale.

Infatti la “mini-Tav”, supererà lo scontro in atto “no-Tav, sì Tav”, la rude partita tra i due vicepremier. Come? Semplice: Conte farà partire i bandi “congelati” e rivedere radicalmente il progetto Torino-Lione, in sei mesi. Guarda caso, molto dopo le elezioni europee. E l’argomento scottante, sarà rimandato ai tempi supplementari.

E, dopo i risultati di maggio, i due partiti-guida del governo, riassesteranno le loro munizioni, i loro schemi di gioco. Se la Lega continuerà a vincere, come in Abruzzo e in Sardegna, cercherà di incassare, di monetizzare ancora; se al contrario, i pentastellati avranno recuperato, sarà un’altra partita.

Partita, vuol dire per definizione, ricordiamo il regolamento, che ogni squadra porta le sue magliette: la Lega le autonomie, la legittima difesa, il decreto sicurezza, la chiusura dei porti, il superamento dello Fornero con quota 100; i 5Stelle il reddito di cittadinanza, il decreto dignità, gran parte della Manovra.

Gare non lineari o senza combattimento, non senza messaggi in codice, avvertimenti tra le righe, boicottaggi e segnali espliciti. Ad esempio, ieri a Montecitorio la legittima difesa è passata con 373 sì, ma con una sempre più evidente fronda grillina: non si sono presentati ben 25 parlamentari (assenti ingiustificati). E il vecchio centro-destra ha conosciuto un lieve sussulto: Fi e Fdi, votando a favore del provvedimento, hanno reiterato un messaggio quasi patetico: “Torna a casa Lassie-Matteo”, indossando gilet nostalgici (“finalmente una cosa di centro-destra”).

E, a proposito di “invasione di campo”, che ha fatto Salvini? Ha risposto subito per le rime. Si è messo a fare il grillino, appropriandosi di un tema storico pentastellato (tradito dal nuovo corso di Di Maio): la battaglia “no Vax”. Il leader della Lega ha chiesto al ministro grillino Grillo della Sanità, di varare un decreto per consentire ai bambini non vaccinati di andare comunque a scuola. Apriti cielo. Una domanda è d’obbligo: c’è un Var, visto che Conte non riesce più a fare l’arbitro? E a forza di tempi supplementari, il rischio è che la partita finisca veramente ai rigori.

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