Cirinnà, ma quale Medioevo, Dio-patria e famiglia vengono da sinistra

Politica

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“Dio, patria, famiglia: che vita de merda”. Questo è il cartello irriverente, esibito in pompa magna da una sorridente Cirinnà, per contestare, demonizzare, i valori della tradizione, che piaccia o non piaccia, appartengono al dna di ogni popolo.

Il rapporto con la religione, il senso della vita, il mistero della morte, l’appartenenza ad una terra (il legame con i padri), ad una comunità culturale, storica, ad una famiglia, sono delle radici reali e spirituali, che esistono dalla notte dei tempi. Si chiama civiltà, si chiamano luoghi e spazi dove l’uomo si realizza, vive e costruisce le sue città, la società politica, la polis. E ogni volta, che l’uomo (sostituendosi a Dio), ha messo al centro le ideologie, le utopie, ha partorito le rivoluzioni che, quasi tutte (dalla rivoluzione francese a quella russa), sono degenerate nelle peggiori dittature, nelle ghigliottine, nel terrore, nei gulag, nei campi di concentramento, nelle guerre mondiali. E perché? Per la semplice ragione che le ideologie mirano a cambiare l’uomo, a cambiare la natura stessa. E quando la natura non si fa cambiare, bisogna reprimerla.

Monica Cirinnà, nel suo intento, ha evidenziato la forzatura, il dover essere, l’abito forzato di Dio-patria-famiglia, che avrebbe prodotto tanti sbagli e frustrazioni.
Innanzitutto, il contesto del suo slogan: ha inteso segnalare un momento particolare (per lei funesto) in cui la politica (il governo gialloverde), non sta offrendo significative garanzie dal punto di vista dei diritti civili. Per lei e la sua lobby, la presenza della Lega rappresenta un pericolo costante di “involuzione medioevale”. Involuzione che i 5Stelle (Spadafora in testa), non riescono a frenare, arginare.

Con la Lega, insomma, c’è il rischio che si riaffermi una visione antropologica, contraria alla modernità laicista. Basata sulla centralità della vita, della famiglia naturale. Un’impostazione che porterebbe a ridiscutere le leggi approvate e ancora in cantiere (unioni civili, l’aborto, l’eutanasia, le adozioni gay, la liberalizzazione delle droghe, i matrimoni arcobaleno, il gender nelle scuole), nel nome di una società di segno opposto (modello Family Day).
E come se non bastasse, a fine mese ci sarà il Congresso mondiale delle famiglie, appuntamento di tutti i cattolici europei, che si terrà a Verona, visto dalla Cirinnà e sodali (fuori e dentro il governo), come il male assoluto, il raduno dell’oscurantismo, dei fascisti cattolici, degli omofobi e xenofobi, che vogliono “farci tornare indietro”.

Quindi, l’attacco alla triade non nasce a caso. Ma ciò che diverte è la giustificazione addotta in risposta alla marea di repliche e condanne che le sono piovute da politici, associazioni, pensatori, giornalisti, pure del suo partito.
Dio-patria-famiglia sarebbe uno “slogan fascista”? Forse la Cirinnà ne ignora la matrice mazziniana, che iscrive questi princìpi nell’alveo del Risorgimento sociale e repubblicano (di sinistra), tradito dall’impostazione conservatrice, liberale cavouriana (di destra) del processo unitario.

E lo stesso fascismo, riprese la triade, proprio in omaggio alle radici ideologiche di Mussolini, che come la Cirinnà dovrebbe ricordare, venivano dal socialismo.
Una triade contestata da sinistra, che guarda caso, ha origini di sinistra.
Ma a parte le acrobazie della storia politica, con virtuose contaminazioni destra-sinistra, c’è un altro aspetto da considerare.

La sinistra di oggi è “pannellizzata”, sta dentro quella concezione radicale di massa, che ha abbandonato da decenni la tradizione operaia e contadina.
Forse nell’odio anti-tradizione, c’è una continuità culturale che la Cirinnà esprime: il laicismo, il cosmopolitismo, il cittadino del mondo, il globalismo, che vedono come nemici le identità religiose, storiche, culturali, territoriali dei popoli (i maledetti confini, gli Stati nazionali, le frontiere, i limiti).
Forse è questa la pura verità, che la dice lunga sul cambiamento liberal della sinistra.

Una domanda finale: se togliamo Dio-Patria-Famiglia dai valori e dalla storia dei popoli, cosa mettiamo al loro posto?
Per ora non sono state trovate valide formule alternative. Proviamoci: “Io-patrimonio e tengo famiglia” (cioè, l’egoismo antisociale, la mistica di soldi e del successo, dei diritti senza i doveri, della libertà assoluta senza responsabilità, o il clan omertoso, le tifoserie politiche)?

Oppure: “Droga, aborto e individualismo solitario”? E con quali risultati? Parlano i numeri. In Italia abbiamo 6 milioni di morti (di bambini non nati da quando è entrata in vigore la legge 194), 7 milioni di drogati, 8 milioni di single (incapaci di avere relazioni autentiche), 9 milioni di depressi, 13 milioni di persone che fanno uso di psicofarmaci. Questa sarebbe la “vita fica”, anti “vita de merda” di Dio-Patria-Famiglia; questa sarebbe la liberazione dai dogmi, la felicità?
Cara Cirinnà, meglio tenersi Dio-Patria-Famiglia, anche per contestarli.

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