Basilicata. Lega boom, ma Berlusconi e Zingaretti hanno un piano

Politica

Adesso diranno che il Pd ha recuperato, che lo schema è di nuovo centro-destra e centro-sinistra (bipolarismo mattarelliano), ma la realtà è profondamente diversa.
Anche in Basilicata è arrivato il vento del cambiamento. Che spira oggettivamente da quando c’è il governo gialloverde.

Innanzitutto un dato: in questa regione il centro-destra non governava da 24 anni. E non è poco. Poi, in quanto alla narrazione ideologica della sinistra, si rasenta il comico o il grottesco. La storia è storia.
E la verità è semplice: prima del 4 marzo 2018, il Partito democratico governava in 15 Regioni e il centrodestra in 4, oggi il centrodestra ne ha in mano di più: 10 a 9. L’elenco delle sconfitte del centrosinistra parte dal Nord-est, con Trentino e Friuli-Venezia Giulia, prosegue con il Molise e poi con le più recenti in Abruzzo e Sardegna. Ora la Basilicata.

E come se non bastasse, come ha già fatto in Sardegna e in Abruzzo, il logo del Pd, o è sparito o si è diluito dentro una pletora di simboli civici o identitari. E’ l’effetto-Zingaretti, o la via d’uscita già indicata da Renzi e Calenda? Cioè, il civismo nazionale?

E chi sarà il prossimo presidente della Regione? Vito Bardi, candidato di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. I dati parlano chiaro: a urne quasi chiuse, ha ottenuto il 42,47% dei voti davanti a Carlo Trerotola, del centrosinistra al 32,99%, Antonio Mattia del Movimento 5 stelle con il 20,37% e Valerio Tramutoli di Basilicata possibile al 4,17%.
E se i pentastellati si confermano primo partito (20,31%), pur perdendo rispetto alle politiche (per loro è un trend fisiologico), la Lega ha fatto il botto: il 19,29%.

E dove si è fermato il “di nuovo grande” e resuscitato (secondo i suoi colonnelli) Pd? Appena all’8%.
Logico che sia Berlusconi, sia Zingaretti tifino per il vecchio schema (centro-destra vs centro-sinistra). Conviene a tutti e due. Giocando di sponda torneranno centrali nella politica nazionale.

Ma Salvini ha per ora, tutto da guadagnare. Se torna nel centro-destra, inevitabilmente e inesorabilmente lo schieramento sarà sovranista e a trazione leghista (modello Toti). Se resta da solo fa il pieno lo stesso, consumando i grillini.
L’unico rischio che corre il Capitano è che il vento smetta di soffiare.

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