Legittima difesa è legge: cosa nasconde l’assenza dei ministri 5Stelle

Politica

Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla legittima difesa con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti. Hanno votato a favore i parlamentari della Lega, del M5S, di Forza Italia e Fratelli d’Italia, anche se non è passata inosservata l’assenza di tutti i ministri pentastellati. Nessuno sedeva sui banchi del governo quasi a voler lasciare l’intera scena agli alleati leghisti che oggi hanno coronato un sogno. Oppure, come è molto più probabile, hanno preferito non mettere la faccia su un provvedimento che, all’interno del Movimento, non piace a tutti ad iniziare dal ministro della Giustizia Bonafede che non a caso ha ripetuto anche ieri che non ci sarà alcun rischio far west.

Ma andiamo a vedere le principali novità introdotte dalla nuova legge.

Innanzitutto viene esclusa la punibilità per chi si è difeso in «stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto», facendo venire meno così il reato di “eccesso colposo di legittima difesa”.

La legge stabilisce infatti che chi difende se stesso, altri o i propri beni usando un’arma detenuta legittimamente, si vedrà riconoscere la reazione «giustificata» e non eccessiva.
Altra novità significativa riguarda la limitazione della sospensione condizionale della pena per chi ha commesso un furto in appartamento. Questa infatti potrà essere ottenuta soltanto dopo aver pagato l’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.

Sparisce inoltre la responsabilità civile per chi ha agito in condizioni di legittima difesa. Chi sarà assolto non sarà più obbligato a risarcire eventuali danni provocati all’aggressore o al rapinatore.

Matteo Salvini canta vittoria e sembra sorvolare sull’assenza dei ministri 5Stelle, andandosi anzi a complimentare personalmente con i senatori pentastellati per aver votato a favore. Ma difficile dimenticare le polemiche dei mesi passati con il ministro Bonafede, molto critico rispetto al testo proposto dal Carroccio e allineato alla posizione della magistratura.

Anche ieri l’Associazione nazionale Magistrati è tornata a far sentire la sua voce. Il presidente Francesco Minisci ha infatti spiegato che “la nuova legge sulla legittima difesa non tutelerà i cittadini più di quanto fossero già tutelati fino ad oggi. Al contrario introduce concetti che poco hanno a che fare con il diritto, prevede pericolosi automatismi e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati, oltre a veicolare grandi difficoltà di interpretazione”. L’Anm ha infine paventato la possibilità che la nuova legge possa contenere “numerosi dubbi di incostituzionalità”.

Anche gli avvocati esprimono forti perplessità. Secondo il presidente dell’Unione delle Camere penali Giandomenico Caiazza, si tratterebbe di “una legge inutile e pericolosa che interviene su un’emergenza virtuale, inesistente, visto che i casi di legittima difesa in casa sono due all’anno e si tratta di assoluzioni”.

Dichiarazione che sembrerebbe alquanto azzardata, considerando i tanti casi verificatisi negli ultimi anni e che hanno letteralmente indignato l’opinione pubblica. Casi di persone che, per aver sparato al ladro che gli era entrato in casa di notte, sono finiti sotto processo, condannati e costretti a versare risarcimenti milionari ai familiari del malvivente ucciso o gravemente ferito, soltanto perché magari l’altro si era poi scoperto non essere armato.

Critiche che però non sembrano preoccupare più di tanto Salvini che risponde: “Da oggi si eliminano anni e anni di giri per i tribunali e di spese legali, si elimina il risarcimento di centinaia di migliaia di euro per i parenti dei ‘poveri’ rapinatori. Elimineremo pure il rito abbreviato per alcuni reati. Sarà legge dello Stato anche l’eliminazione del rito abbreviato e dello sconto di pena per alcuni reati particolarmente gravi, e lo sarà entro questa primavera”. 

Insomma, il leader leghista ha incassato un altro successo al governo del Paese, un altro provvedimento che probabilmente farà guadagnare altri consensi al Carroccio alle prossime elezioni europee. Resta però da capire cosa chiederanno in cambio i 5Stelle. Perché l’assenza dei ministri ieri in aula non può non essere letta come un chiaro messaggio in direzione dell’alleato. Un po’ come dire: ti abbiamo approvato il provvedimento a te più caro pur non condividendolo, ora vedi che puoi fare tu sulla Tav e tutto quello che interessa noi ma non piace a te.

Una lettura forse troppo semplicistica, che però sembra fotografare molto bene la realtà.

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