Torre Maura, CasaPound: “Cosa è successo e perché i 5S hanno tradito le periferie”

Interviste

I rom non saranno collocati a Torre Maura nella struttura che in precedenza ospitava gli immigrati inseriti nel sistema di protezione per richiedenti asilo politico (Sprar). Le proteste dei residenti, culminate anche in forti momenti di tensione, hanno spinto il sindaco Virginia Raggi a fare dietrofront e a trovare una diversa sistemazione per i circa 70 rom destinati al centro d’accoglienza di via Codirossoni. La decisione è arrivata dopo un vertice al VI municipio tra una delegazione dei cittadini della zona e il capo di gabinetto della sindaca Raggi, Stefano Castiglione, la dirigente dell’ufficio rom del Comune e il presidente del municipio Roberto Romanella. In piazza a protestare con i cittadini di Torre Maura c’erano anche i militanti di CasaPound. Ne abbiamo parlato con il segretario nazionale Simone Di Stefano.

I rom saranno spostati dallo stabile di Torre Maura dove la Giunta Raggi voleva collocarli inizialmente. La vostra protesta ha avuto effetto?

Ha vinto la popolazione del quartiere. Noi di CasaPound eravamo presenti con i nostri rappresentanti per esprimere vicinanza e solidarietà ai residenti e supportarli nella loro azione”.

Diversi media ed esponenti politici hanno accusato gli abitanti di Torre Maura di razzismo per aver insultato i rom al loro arrivo e aver messo in atto la protesta. Come risponde?

Rispondo che questo non è razzismo ma semplice esasperazione. Questi sono quartieri dove il Partito Democratico non prende il 40% come avviene al centro di Roma, e dove gli abitanti vivono situazioni di assoluto disagio e degrado. E’ normale quindi che vedano come un insulto l’arrivo dei rom nel centro di accoglienza. Qui ci vive gente che non ha lavoro, che guadagna stipendi da fame, che deve faticare per arrivare a fine mese e gestire casa e famiglia, che deve fare i conti con seri problemi di vivibilità. Come possono accettare supinamente l’arrivo di altri problemi destinati ad aggravare una situazione già critica? Perché questi rom non vengono portati nei quartieri dove vivono i benpensanti che si indignano e accusano di razzismo la gente di Torre Maura? Quartieri dove questi signori organizzano gli aperitivi da 200 euro? Perché le emergenze devono essere sempre scaricate sulle periferie?

Però a Roma governa il M5S non il Pd, e i grillini i voti li hanno sempre presi in periferia. E allora?

I 5Stelle hanno preso enormi consensi nelle periferie, ma a quanto pare se ne sono dimenticati. Non soltanto non sono stati capaci di risolvere nessun problema, ma addirittura li stanno aggravando ulteriormente come in questo caso. Non è stato redatto un serio piano casa, le famiglie vengono sgomberate con la forza dalle case popolari, compresi gli occupanti che magari sono da venti anni in graduatoria  in attesa di un alloggio. La gente delle periferie finora ha visto soltanto la mano forte del Comune di Roma contro i cittadini italiani che rivendicano legittimi diritti. Questo poi porta inevitabilmente ad una rabbia più che comprensibile. Ma non scarichiamo le responsabilità soltanto sul Comune, non dimentichiamo che al governo c’è pure la Lega”.

Quindi?

“Quindi ci si aspettava che vicende come quella di Torre Maura non si sarebbero più viste. Possibile che è così difficile tagliare i fondi per mantenere queste strutture di accoglienza e destinarli invece alla riqualificazione delle periferie urbane? Addirittura ci risulta che è stato fatto un bando dal Ministero dell’Interno, quindi da Matteo Salvini, per destinare 26 milioni di euro alla gestione di un centro di accoglienza a Parma. Mentre tanti cittadini italiani continuano a non essere integrati nella rete dei servizi sociali”. 

Voi di CasaPound cosa proponete per le periferie della Capitale?

Nelle periferie manca tutto. Non esistono servizi, non ci sono risposte alle emergenze abitative, mancano persino i marciapiedi e metà strade non sono neanche asfaltate. C’è totale assenza di sicurezza, ci sono soltanto tante buche dove la gente cade e si fa male. C’è un degrado assoluto che testimonia la totale assenza del Comune e dello Stato. Ma questa è la logica conseguenza della perdita di sovranità monetaria. Lo Stato e i Comuni non hanno più libertà di spesa, non possono più stampare moneta per fronteggiare le emergenze. I cittadini dal canto loro sono condannati a salari da fame e tutto questo provoca un corto circuito destinato a generare tensione sociale. Se non riacquisteremo la nostra piena sovranità monetaria sarà molto difficile uscire da questo girone infernale”.

Ma che c’entra l’Europa, che c’entra la moneta unica con i disservizi nella Capitale?

“C’entrano eccome. Perché il Comune di Roma è completamente disarticolato per l’assenza di soldi e la stessa situazione riguarda lo Stato. I vincoli di bilancio impediscono di intervenire laddove servirebbero grandi investimenti di risorse pubbliche, come appunto nelle periferie delle nostre città che per questo rimangono abbandonate a se stesse. Salvo poi essere utilizzate per scaricare le emergenze legate all’arrivo dei migranti o alla ricollocazione dei rom. E’ da ipocriti scandalizzarsi se i cittadini esasperati danno fuoco ai cassonetti”. 

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