Torre Maura. Cronaca di un teorema (razzista) scontato

Politica

Prendete qualche decina di popolani ignoranti e rozzi che manifestano il disprezzo a modo loro; prendete l’aggiunta di militanti politici che intervengono per intercettare la protesta; prendete giornalisti che vengono a fare gli indignati morali, e il teorema “poveri rom”, come il teorema “poveri immigrati”, scatta subito.

Come scatta la rappresentazione ideologica in tv e presso certi giornali. Si incentra l’argomento sui 33 bambini (come tutti i bambini delle navi alla deriva impediti a sbarcare per colpa di Salvini), tanto per commuovere, e il messaggio è consolidato.
Da una parte, i maestrini del bene, i professionisti dell’umanità, dall’altra i cattivi, i cinici, i razzisti. E tanto per concludere, il pm di turno che avvia un’inchiesta per “odio razziale”.

Un modo per criminalizzare gli effetti, con indubbie manifestazioni di piazza sbagliate, evitando le cause.
E quali sono le cause? Le stesse all’origine del presunto razzismo delle periferie italiane. La sinistra politica e culturale è la responsabile: nel nome della mistica dell’accoglienza, del cittadino del mondo, e della mera integrazione sociale e giuridica (basta trovare un posto di lavoro e rispettare le leggi), ha ignorato l’integrazione culturale, la condivisione dei valori di una civiltà, la compatibilità o meno con la nostra identità storica, culturale, religiosa. Elementi non considerati perché avrebbero messo in discussione l’impianto ideologico progressista.

Perché si parla unicamente del disagio dei rom, dei migranti, al punto di ridurre pene (al contrario degli italiani), a fronte di reati che commettono, e non si affronta mai il disagio dei cittadini, rispetto a una convivenza ormai impossibile?
Se ne è accorta pure la Raggi, che ha detto, di comprendere la rabbia dei romani.

Non sono le parole di Salvini a fomentare l’odio, ma le mancate parole della sinistra e delle istituzioni (in questo caso, Roma) a scatenare il risentimento.

Condividi!

Tagged